Lunedì 20 Luglio quarta puntata ore 23.20 su RaiUno – Per conoscere e dibattere ” LA VALIGIA CON LO SPAGO” inchiesta su i flussi migratori e le nuove schiavitù.

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L’emigrazione non può continuare ad essere l’ennesimo affare per le criminalità organizzate del pianeta.

L’idea di fondo di questa inchiesta è ricordarci che dietro ogni donna, uomo, qualunque sia la sua condizione c’è una Persona. E mai come in questo caso il ragionamento si allarga ad un fenomeno planetario che ci sta coinvolgendo tutti e ci sta cambiando tutti. Non possiamo più voltare la testa da un’altra parte. Il mondo […]

Ed oggi?

 La valigia con lo spago e subito, d’istinto, pensi alle immagini dei milioni di emigranti: Italiani, Irlandesi, Polacchi, Spagnoli, Portoghesi che, all’inizio dell’800 e ancora fino agli anni ’50 del secolo scorso, si spostarono da un continente all’altro, con le loro valige legate, tenute sulle spalle, in fuga dalla miseria. Donne, uomini, adolescenti spesso analfabeti […]

E poi quando arrivi sfidando la morte che sale dal mare scopri che sono tutti “solo racconti”.

E poi quando arrivi sfidando la morte che sale dal mare scopri che sono tutti “solo racconti”.

Ma se non posso mostrare il mio volto posso parlare.Non c’è più un sogno americano. A poco a poco tutto è caduto, ed è sempre peggio. Non posso dire al mondo chi sono io quando in realtà dovrebbero essere altri a dover coprire il loro volto.

Lei ora vuole tornare nella sua nazione. Vorrebbe ma non lo fa perchè dovrebbe rischiare la morte nel deserto o passare per un luogo di detenzione. Perchè? Perchè ha contribuito per anni con il suo lavoro che le strade fossero asfaltate, l’acqua scorresse potabile, una persona anziana non si sentisse abbandonata. Tutte colpe gravi perchè in tutti questi anni per lei…un’immigrata clandestina.

Esploreremo luoghi dove nessuno fino ad ora era voluto o potuto entrare fino al fondo del suo profondo più buio per capire di più le ragioni di questo nostro viaggio nell’immigrazione.

Ripartiremo dalla testimonianza della ragazza rom sotto protezione di cui nella puntata precedente avevamo dato un’anticipazione e che ha avuto il coraggio di denunciare anche il padre che la costringeva a rubare. Da qui entreremo in un percorso che attraverso tutta l’Europa cercherà di aiutarci a comprendere questo popolo di eterni migranti che evoca paure antiche, scordandoci che in Italia come nel mondo le varie mafie stritolano e ricattano le economie degli onesti e di tutte le persone di buona volontà. Questo non giustifica nessun comportamento asociale o criminale sia esso espressione di violenza, soprusi ed omicidi nella storia di oggi, di qualunque popolo, di ogni civiltà.

Se vuoi entrare nell’esercito di chi emigra probabilmente dovrai dare soldi! Tanti soldi! Sarà un debito infinito grande come le speranze più dolci e più grandi di ognuno di noi.

Si sa! sognare costa

ma se non ti ubriachi come fai a dormire qui in terra, su questo marciapiede dove anche ai cani fa schifo sdraiarsi?

Chi non regge, crolla.
È su questo che giocano al ribasso i caporali del lavoro, per pagare sempre meno chi produce sulle nostre terre, i nostri prodotti.
Si può affermare che i nostri campi e le nostre imprese non hanno bisogno di braccia? Non si è spinto contro la cultura della natalità?

Prostituzione, sfruttamento, l’immigrazione oltre a essere una drammatica realtà è anche la dimostrazione di un male diffuso che sta avvolgendo tutto il pianeta,

Prostituzione, sfruttamento, l’immigrazione oltre a essere una drammatica realtà è anche la dimostrazione di un male diffuso che sta avvolgendo tutto il pianeta,

Eugen Rusu – procuratore capo – Moldavia :”…Per quanto mi riguarda sono stato il primo della Procura Generale a combattere il traffico. Nella tratta per la prostituzione, come per i bambini che sono coinvolti in piccoli gruppi di 2-3 persone, a volte parenti…Mamme che hanno lasciato due, tre, cinque figli e partite per 5/7 anni. Ma possiamo condannare una persona per essere andata a lavorare in nero come badante? O le ragazze che sono state sfruttate sessualmente?…”

Mamme che hanno lasciato due, tre, cinque figli e partite per 5/7 anni. Ma possiamo condannare una persona per essere andata a lavorare in nero come badante? O le ragazze che sono state sfruttate sessualmente? Sono tutte vittime. Tutte persone costrette.”

Nina Costiuc – sindaco di Budesti – Moldavia : “…La vita è breve. Tornate dai vostri genitori… Vi amiamo. Vi aspettiamo. “

Una denuncia da cui emerge il ruolo, coraggio di chi crea organizzazioni non governative prevenendo, informando aiutando chi è minacciato o vittima della tratta.

Donne e bambini che si vendono e si comprano. Il prodotto è a scadenza. Alle vittime non è concesso invecchiare. Vedere la data stampata sulla confezione.

Donne e bambini che si vendono e si comprano. Il prodotto è a scadenza. Alle vittime non è concesso invecchiare. Vedere la data stampata sulla confezione.

Un bambino, una donna, acquistati per un secondo o per un’ora è devastante. Loro ogni volta sono uccisi e fatti vivere solo per le parti che si vogliono far esistere. Voglie bieche e nascoste. Si annulla una creatura. Tutte queste storie che ho ascoltato sono ancora vita?

Un bambino, una donna, acquistati per un secondo o per un’ora è devastante. Loro ogni volta sono uccisi e fatti vivere solo per le parti che si vogliono far esistere. Voglie bieche e nascoste. Si annulla una creatura. Tutte queste storie che ho ascoltato sono ancora vita?

Tutto si droga, e non solo fisicamente! si preferiscono stagionali pagati in nero.

Allora si preferiscono stagionali pagati in nero.
Così non ci accorgiamo che stiamo portando le nostre campagne ad un inverno senza fine.

Lucrezia ha attraversato questo deserto con i suoi bambini: Jesus e Nora di sette anni. Il coyote che li guidava, dice: “I bambini fanno rallentare. Abbandonali! o va da sola”.Lei non lascia i figli. Continuare? Tornare? è uguale. La distanza la stessa. Continua. E’ morta tra le braccia di Jesus.

Inumano! Inumano! Inumano!
L’1% è delinquenza, il 99% bravi lavoratori. Legalizziamoli. Siamo la stessa razza umana! La domenica, nel canyon, celebriamo la Santa Messa. Vivono lì randagi_nascosti dalla polizia e da chi li odia. Si nascondono; ma poi sono le stesse persone che curano i nostri campi, accudiscono i nostri bambini, costruiscono le nostre case. Vivono li perché sono senza documenti. Si proteggono.
La Santa Messa nel canyon è un segno di vicinanza, perché il Signore ci aiuti a far comprendere l’amore per il vicino. Fratelli e sorelle. Costruiamo ponti di comunicazione, non recinzioni.
Offriamo la Parola del Vangelo!
Avremo un mondo migliore…
Dio vi Benedica”

luca de mata © copyright 2009