Il problema di rimanere uniti è antico quanto la storia delle nostre civiltà.

A conclusione di questa seconda parte anticiperemo una testimonianza drammatica che ci aprirà a tutta la questione dell’immigrazione africana, ma continuiamo il nostro viaggio tra quelli che noi chiamiamo zingari, un popolo che da quasi mille anni ha fatto dell’emigrazione, della mobilità, la sua storia, ma anche una storia di maschilismo violento, di non voler accettare nessuna legge se non le proprie tradizioni a danno delle loro future generazioni e di chi approfitta per sfruttarli come qui nelle campagne della Campania.

Non posso non domandarmi quale è la differenza tra il costo reale di queste produzioni e quanto pagano al dettaglio le famiglie? E non posso non domandarmi ma nelle serre con quelle condizioni e con quelle paghe, se non ci fossero gli immigrati clandestini, chi ci andrebbe? Cosa coltivano?

Ma se non ci fosse questa filiera di sfruttamento fuori di ogni regola di umanità, di rispetto della persona cosa arriverebbe sulle nostre tavole e quali prezzi ci sarebbero per un pomodoro, una zucchina?
Se quelle sono le paghe e quelle le condizioni di lavoro è evidente che c’è poi chi spaccia.

Tutto si droga, e non solo fisicamente! si preferiscono stagionali pagati in nero.

Allora si preferiscono stagionali pagati in nero.
Così non ci accorgiamo che stiamo portando le nostre campagne ad un inverno senza fine.

Poi non ci accorgiamo che l’Africa e qui da noi a coltivare le nostre terre per noi ed i nostri figli

E quando ci accorgiamo che l’Africa è qui ci spaventiamo. Diciamo vengono a toglierci il lavoro. Ma possibile nessuno si sia accorto che nelle nostre campagne non ci sono più i nostri giovani?