Esploreremo luoghi dove nessuno fino ad ora era voluto o potuto entrare fino al fondo del suo profondo più buio per capire di più le ragioni di questo nostro viaggio nell’immigrazione.

Particolarmente in questa seconda parte della Valigia con lo spago, come avevamo preannunciato, viaggeremo nelle più grandi comunità rom in Europa e non solo mettendo a confronto le nostre e loro paure, con loro e tra di loro coscienti che solo la scuola per le nuove generazioni potrà integrare popoli diversi nel bene e speriamo non nel male all’Europa di domani: dove certamente gli scenari criminali dovranno essere abbattuti qualunque colore sarà la nostra pelle che nel futuro ci attende. Esploreremo luoghi dove nessuno fino ad ora era voluto o potuto entrare fino al fondo del suo profondo più buio per capire di più le ragioni di questo nostro viaggio nell’immigrazione. Ripartiremo dalla testimonianza della ragazza rom sotto protezione di cui nella puntata precedente avevamo dato un’anticipazione e che ha avuto il coraggio di denunciare anche il padre che la costringeva a rubare. Da qui entreremo in un percorso che attraverso tutta l’Europa cercherà di aiutarci a comprendere questo popolo di eterni migranti che evoca paure antiche, scordandoci che in Italia come nel mondo le varie mafie stritolano e ricattano le economie degli onesti e di tutte le persone di buona volontà. Questo non giustifica nessun comportamento asociale o criminale sia esso espressione di violenza, soprusi ed omicidi nella storia di oggi, di qualunque popolo, di ogni civiltà.

Be Sociable, Share!
This entry was written by Luca De Mata , posted on martedì maggio 19 2009at 10:05 pm , filed under 2^ puntata, commercio degli emigranti, Futuro, Povertà, Sfruttamento, Violenza, Volontariato and tagged , , , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

5 Responses to “Esploreremo luoghi dove nessuno fino ad ora era voluto o potuto entrare fino al fondo del suo profondo più buio per capire di più le ragioni di questo nostro viaggio nell’immigrazione.”

  • Tom ha detto:

    Ma invece di andare a fare tante esplorazioni perchè non rimanete a casuccia vostra? io qui ci sono capitato per sbaglio e filo via subito. Ma nataeve a fa una biretta invece de parlare parlare parlare. se dovemo fa una colletta per mandarli a casa eccomi e qui nun torno comunque più. quello che ve volevo di lo detto. Basta.

  • Ugo ha detto:

    Senza offesa ma invece della “biretta” se ogni tanto ti legessi un quotidiano, non so ti vedessi un telegiornale, ti legessi questo blog od altri sull’argomento ed loro commenti non pensi che saresti meno arrabiato con il mondo e prima di tutto con te stesso. Gli immigrati? Tu pensi di non essere figlio di immigrati? Immigrato non è un offesa. La mia famiglia viveva in un’altra città e facevano la fame. quella vera. Mia nonna mi racontava sempre dei cappotti che logori da una parte poi si scucivano e si giravano e quando consumati dalla stesso capotto se ne faceva uno più corto per i più piccoli. E cosi la famiglia migrò dal Veneto al Piemonte. Ancora ricordo mio padre che un anno per Natale ci abbracciò tutti dicendoci questo è tutto quello che papà vi può regalare.
    Non si fugge dalla miseria anche se appartiene agli altri. Probabilmente questo commento Tu non lo leggerai perchè come hai scritto sei filato via. E’ cosi che si dice. No? ma ho pensato fosse giusto scriverlo per quanti sono ora da noi lavorando con onesta ed immensi sacrifici esattamente come mio nonno e mio padre. Auguri caro Tom, perchè se Tu ti trovassi nelle condizioni di chi oggi emigra da noi saresti il più disperato dei disperati. Scordavo ingoiati una buona biretta anche alla mia salute, perchè anche io sono uno dei tanti che hanno lavorato tanto ed oggi sono alla fine per una malattia professionale. Il computer è la mia salvezza alla solititudine, mi fa sentire vicino agli altri ed in molti passaggi di questo blog mi riconosco o meglio riconosco le amerezze che passarono i nonni ed il mio papà e la mia mamma.

  • Carlo di Napoli ha detto:

    Vorrei dire a Tom di vergognarsi per quanto a scritto e voglio dire ad Ugo grazie per le tue parole che hanno fatto bene anche a me.

  • Luca De Mata ha detto:

    Tom rappresenta un modo di pensare molto diffuso e certamente la risposta di Ugo, cui auguro di riuscire a vincere sulla malattia, rappresenta un’altro punto di vista più ragionato, più riflessivo e profondamente toccante. Probabilmente Tom, dal mio punto di vista ha torto, ma lui pensa di avere ragione. Il pericolo è responsabilizzarli di tutti i mali delle nostre comunità. gli immigrati. questo non aiuterebbe nessuno e per primo non aiuterebbe Tom a capire che ognuno di noi, qulaunque sia il colore della sua pelle è una Persona e come tale va rispettata. Questo non significa che chi delinque non debba rispondere davanti alla legge.In fondo questo blog nasce più per Tom che per Ugo, che ringrazio infinitamente per le sue magnifiche parole.

  • Paola ha detto:

    in questo blog mi sento come nella mia comunità. Tanta confusione, tante diversità ma una generale voglia di capire.

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>