Forse anche io mi spengo completamente.

Algerino in una strada di Palermo. 

Io sono un cittadino algerino di 42 anni. Nel 2001 quando è scaduto il mio permesso di soggiorno è arrivato un telegramma che mio fratello è morto, folgorato con un cavo dell’elettricità, mi hanno detto: vai a sfruttare questa fortuna di prendere soldi e io…non prendere soldi dal mio fratello che è morto. Per noi musulmani… non mangiamo una cosa che non appartiene a noi.  E’ dal 2002 che le cose stanno andando troppo male. Non trovo né lavoro. Vivo in una clinica abbandonata con una candela e questa clinica, mi pare fra un mese, la fanno restaurarla e questa candela si spegne e forse anche io mi spengo completamente.

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This entry was written by Luca De Mata , posted on giovedì maggio 07 2009at 06:05 pm , filed under 1^ puntata, clandestini and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

5 Responses to “Forse anche io mi spengo completamente.”

  1. la storia di questo algerino è un’altra bella botta sulle nostre coscienze. Certo la soluzione non è dietreo l’angolo, ormai l’immigrazione clandestina è un tale fenomeno di massa e modiale che mi sembra molto difficile da arginare.

  2. Un documentario fatto di storie vere, di volti, di persone in carne ed ossa che esprimono tutto il loro dolore…facciamo sì che la sofferenza degli altri non sia vana, usiamo l’informazione per attivare anche gli animi più intorpiditi per spingerli verso un gesto di solidarietà…

  3. Un documentario di facce vere, ma la verità che siamo in pochi, ed io per primo a dire il nostro nome e cognome vero….chissà di cosa abbiamo paura, oppure no lo sappiamo! abbiamo paura del giudizio degli altri, non siamo più abituati a parlare tra di noi od in ambienti omogenei, gli amici, il lavoro, i nostri gruppi, ma non ci sveliamo a tutti. Dei vili? o stupidi prudenti di attraversare la strada che ci metterebbe in comunicazione con gli altri. Il mondo e tutti noi siamo così perdenti. Devo dire che quando vedo gli immigrati che in gruppo si parlano tra di loro, si scambiano informazioni, sono solidali: non posso non domandarmi quanto dobbiamo imparare da loro.

  4. Una cosa non mi spiego. Come tutti questi immigrati che non hanno lavoro, non mangiano, sono clandestini , vivono al lume di candela ecc. ecc. abbiano il computer e sappiano usarlo. Perchè o sono loro che scrivono davvero in un italiano stentato e allora possiedono un computer con tutto quello che ne consegue o fanno finta. Il che è ancor peggio.
    Qualcuno mi vuole spiegare?

  5. Per rispondere a Lino. E’ lo stesso motivo per cui nei campi degli zingari vedi più parabole che al centro di Milano e macchine che con il mio stipendio ed un mutuo ci metto 30 anni per pagarle. “Piangono e fregano” in questo caso, fregano noi!

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