La violenza solitaria dell’alcool che uccide.

Passo un’altra notte con gli amici del volontariato di ogni età. Con il loro  stare vicino a chi vive la disperazione della strada. La violenza solitaria dell’alcool che uccide. Le droghe dei disperati. La chetamina che ti fa bere fino a che gli occhi ti escono dalla testa e la lingua va dietro, dietro fino a strangolarti. Incontro persone straordinarie e disperati dai passati misteriosi quanto la loro scelta di vivere sugli ultimi gradini che ti offre la vita.  La maggioranza? Immigrati che non hanno superato la disperazione di non stare in un sogno, ma in una realtà più dura e spietata di quella che hanno lasciato. Per quel biglietto di sola andata hai pagato vendendoti tutto a chi ti promesso tutto e di più, ma poi ti ha abbandonato in una sequenza senza fine di mercanti di carne umana. Clandestino del lavoro pagato una miseria ti consoli illudendoti che quanto ti danno anche schiavo è sempre di più di quanto non hai mai avuto nel villaggio da dove vieni. La speranza? Cosa è per te che hai visto figli, padri e mogli fatti a pezzi, senza un perché. Interessi a te sconosciuti. Interessi giocati tra chi taglia diamanti o compra petrolio. Tutto è viscere della tua terra. Tutto è tua ricchezza che non sarà mai tua. Diventi così onda di una fuga che non si ferma. Onda che va verso l’isola che non c’è. Vieni qui dove ti attendono altri predatori. Perché anche questa è l’isola che non c’è, anche se nessuno ti riconosce che le terre di quest’isola che non c’è le stai coltivando tu, e tu  stai vicino ai nostri anziani. Nelle cliniche stanno nascendo più figli tuoi che nostri. Il futuro non potrà che essere insieme e l’isola che non c’è tornerà continente. Pochi oggi vi dicono che siete in tanti integrati onesti costruttori del bene di tutti il tempo ed il vostro lavoro vi daranno ragione.

Share and Enjoy:
  • Alice OkNo
  • Sphinn
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • BarraPunto
  • BlinkList
  • BlogMemes
  • De.lirio.us
  • Blogosphere News
  • co.mments
  • DotNetKicks
  • DZone
  • E-mail this story to a friend!
  • Gwar
  • Live
  • MySpace
  • Ping.fm
  • Print this article!
  • Segnalo
  • Slashdot
  • Socialogs
  • Spurl
  • Technorati
  • TwitThis
  • Wikio
  • Wikio IT
  • Yahoo! Buzz
  • YahooMyWeb
  • eKudos
  • Fark
  • laaik.it
  • MisterWong.DE
  • Netvibes
  • PlugIM
  • Design Float
  • Identi.ca
  • LinkaGoGo
  • Linkter
  • Meneame
  • N4G
  • Netvouz
  • NewsVine
  • Propeller
  • Reddit
  • Scoopeo
  • scuttle
  • Smarking
  • SphereIt
  • Symbaloo
  • Taggly
  • TailRank
  • ThisNext
  • Tipd
  • Upnews
  • Webride
  • Fleck
  • Furl
  • LinkArena
  • MyShare
  • Simpy
  • Shadows
  • StumbleUpon
  • Webnews.de
  • LinkedIn
This entry was written by Luca De Mata , posted on giovedì maggio 07 2009at 06:05 pm , filed under 1^ puntata, Schiavitù, Sfruttamento, Volontariato and tagged , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

11 Responses to “La violenza solitaria dell’alcool che uccide.”

  1. Un commento molto toccante. Che mi schiacia di responsabilità anche per il lavoro che faccio. Una volta sapevopiù o meno la vita che si sarebbe tracciata per i bambini delle mie classi, ma oggi non azzardo più nulla, ora l’unica cosa che spero per loro che non cadano nelle gioie artificiali, nel momento che fugge, praticamente che non si perdano. La vita passa, gli anni passano. Sono una donna che crede in Dio e prego per i miei piccoli allievi, prego per il loro futuro, prego perchè non cadano nei tanti troppi luoghi comuni delle nostre società che alcuni dicono ricche! ma ricche di che? Quali valori ancora tengono ancorati i nostri giovani alla Verità ed al Bello. Ora li sento ridere di innocenza e qundo grandi li vedo fuori spesso fanno finta di non riconoscermi. Non fa nulla. Quello che mi fa male sono le risate che mi fanno dietro. Non sono di felicità, più urla di infelici.

  2. Non sono stato un suo studente, anche se per età potrei, ma la prego non consideri la nostrà gioventù, anche se io sono proprio al limite di questa definizione, tutta una tragedia, Guardi che ci sono tantissimi ragazzi con cultura, conoscenza e capacità da vendere, non è forse che la nostra società valorizza solo i figli di genitori già affermati? Non le sembra che stiamo tornando al tempo delle caste? Ed io sa cosa le dico: viva chi arriva emigrante che con la sua forza di riscattarsi può esssere un grande esempio anche per chi ingiustamente o per sfortuna oggi è nella coda della scala.

  3. Speriamo che abia ragione lei, anzi tu visto che potresti essere stato un mio studente. Se lo vuoi dire, ma dove ha fatto le elementari?

  4. Cara Signora Maestra qui non sono in gioco i nostri passati, mi scusi, e lo dico con stima, perchè ho letto anche gli altri suoi post, ma la discussione è sulle vite di chi arriva da noi emigrante! o sbaglio?

  5. Se si cancella il passato di un popolo non rimane nulla, l’economia si rialza, i figli si rifanno, la storia una volta perduta…è perduta.

  6. Era popper o sbaglio Roderigo?

  7. Non sbagli affatto!

  8. Io tutta st’importanza alla storia nell’evoluzione dei popoli non la vedo…

  9. Oggi questo problema del’alcool è dilagante, qui si vedono giovani e sempre più giovani vagare la notte da una birreri all’altra, se a questo ci aggiungiamo le droghe! Io il futuro lo vedi molto difficile. Forse l’alcool bisognerebbe bandirlo come le sigarette,

  10. Bandire od educare? Forse essere meno duri,ma più sinceri nei nostri rapporti interpersonali, più affetto e comprensione in famiglia non aiuterebbe di più alla sobrietà delle idee e dei comportamenti?

  11. Ha ragione De Mata

Leave a Reply