Quando interi popoli sono in fuga è come voler gestire le onde degli tsunami con delle leggi. E’ possibile questo?

Capire dove sono i miei piedi, ancora più oggi che non sono ragazzo, da senso alla mia vita e alla mia libertà. Ancora pochi passi ed entro nel Centro che ha creato dal nulla uno strano frate dal cuore immenso per accogliere questa povera gente. Guardo i loro occhi. Tutta brava gente quella che qui il frate raccoglie? Fuori di qui chi si impadronirà di loro per lavori e traffici? Chiacchiere? Realtà? Certo non sono un romanzo a fumetti le persone che incontro.   Voglio capire quanto la mafia, ed in generale le organizzazioni criminali entrino nei meccanismi dei flussi migratori e ne controllino la quotidianità per farne profitto. Voci e racconti rafforzeranno questa terribile ipotesi che il traffico di esseri umani fa fare soldi, tanto denaro. Sono qui per questo e nessuno mi fermerà di andare fino in fondo. Mi muove la carità della verità, perché tra noi ci sia sempre più giustizia e pace per tutti. E mai come ora mi rendo conto che i cambiamenti di questi ultimi anni sono stati così veloci che tutti gli schemi che ci siamo costruiti non rappresentano più nulla. Anche qui  e lì, da bancarelle identiche come in tutta l’Europa, si diffondono musiche orientali. Le clientele del potere criminale diventano immense macine di ogni valore reale. Il confine tra quello che si può e non si può fare diventa sempre più una linea difficile da vedere e vivere con amore verso il proprio prossimo. Se qui le regole sono precise e tutti le rispettano è perché i mugnai sanno come far girare le ruote della macina. Biagio Conte, il frate che incontro, insieme ad un sacerdote salesiano ed un pugno di volontari dal cuore immenso, sono sentinelle dell’amore. Sotto un’immensa croce issata fin sulla cima di un camino in disuso lui accoglie chiunque bussi alla sua porta. La prima volta che arrivai qui alla missione che lui ha voluto chiamare “della speranza e della carità” era notte, letti ovunque.Offrire un letto a chi vive in un cartone non è un semplice gesto, ma un segnale, che la vita, le persone sono ancora valori più forti del crimine o di chi vuole fuggire da un problema che sta investendo tutte le nazioni: gli immigrati, siano essi regolari o no. Quando interi popoli sono in fuga è come voler gestire le onde degli tsunami con delle leggi. E’ possibile questo?

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This entry was written by Luca De Mata , posted on giovedì maggio 07 2009at 06:05 pm , filed under 1^ puntata, clandestini and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

10 Responses to “Quando interi popoli sono in fuga è come voler gestire le onde degli tsunami con delle leggi. E’ possibile questo?”

  1. Mi permetto una critica se è una critica, caro amico mio certo che non vai giù tenero. in effeti hai ragione questa non sembra piu una immigrazione, quanto più un’invasione. Quello che mi fa paura di queste mie parole che io sono e voto a sinistra!

  2. E’ vero, porca misria come è vero quello che hai detto. Io sono un militante di sinista, non è voto solo, ma faccio politica, e delle vollte vedo negli immigrati dei nemici che mi fregano il posto di lavoro ed allora non capisco più chi sono, anche se faccio discorsi di apertura, di accoglienza, ma poi quando mi arrivano in sezione disperati rimasti senza lavoro perchè i caporali chiamano quelli cosa voelte che pensi! Dentro di me penso che li dovremmo cacciara via altrimenti tutte le nostre conquiste del lavoro si andarnno a farsi fottere. uesto penso. Qui lo scrivo e qui lo nego.

  3. vedo che iniziamo ad entrare nella questione con più concretezza e tutte le contraddizioni iniziano ad emergere. Il che fare è dietro la porta e nessuno in verità sa che fare. Perchè dire chi sta dalla parte dela ragione o del torto non è facile. Per me il punto è non scordarci che sono “Persone” e come tali rispettate. La legalità si può esercitare in tanti modi, e non possiamo cavarcela che la legalità sia solo una questione di ordine pubblico. La legalità siamo tutti noi. E’ che il capolarato fa molto comodo, e che l’immigrato clandestino ad un’economia contaminata dalla criminalità fa fare quattrini.

  4. “e non possiamo cavarcela che la legalità sia solo una questione di ordine pubblico”, sante parole Dott. De Mata

  5. “dovremmo cacciara via altrimenti tutte le nostre conquiste del lavoro si andarnno a farsi fottere” come non condividere, noi siamo alle prese con le quote latte e dalle fondamenta il lavoro è squalificato dagli immigrati che lavorano quasi gratis.

  6. Ma forse c’è qualcuno disposto a lavorare nelle campagne ed in fabbrica gratis? se cè alzi la mano! credo che questa povera gente non sia in condizioni di poter far rispettare i propri diritti, non pensate che sia così?
    C’è poi il problema della crisi economica e della nostra disoccupazione, ma la colpa è degli emigrati o di chi li usa? un’ultima domanda, ma chi di noi accetterebbe le condizioni di vita in cui sono costretti? due, tre famiglie in una stanza quando va bene!

  7. Ed i posti di lavoro che ci rubano?

  8. Ma dove sono, per parlare dell’Italia, i nostri connazionali che vanno raccoglere, coltivare, lavorare le nostre terre? Nei panifici chi c’è?
    Troviamo modi di convivere, rompiamo bariere inutili. Chi sbaglia deve pagare sia italiano o straniero, ma chi è onesto non trattiamolo come fummo trattati noi ai tempi delle nostre grandi migrazioni?

  9. Chiacchiere! io ho un figlio laureato che ora lavora senza nessuna sicurezza per il suo futoro rispondendo al telefono insieme ad altre centinaia di ragazzi nelle sue stesse condizioni.

  10. Immigrati o non immigrati stiamo tutti nelle stesse condizioni, ed in più l’immigrazione non la fermeremo, perche quando muori di fame vai via da dove stai. Caro Pino, ma sempre noi due a discutere. apra gli occhi, lei vive le mie stesse infelicità ed ansie, ma se continuiamo ad essere cani e gatti i problemi non li risolveremo mai. Stiamo tutti scandendo in pensieri senza sbocchi. Forza Pino inizi a riconsiderare le donne, pensi alla sua mamma e quanti sacrifici avrà fatto per lei. pensibene per tutti quelli che soffrono. Anche lei ha un figlio che non ha nessuna certezza, non dia tutta la colpa agli immigrati, questa è una risposta troppo facile.

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