Tutto si droga, e non solo fisicamente! si preferiscono stagionali pagati in nero.

La questione dell’immigrazione è sempre più centrale nel dibattito tra i governi dei popoli.
Certamente tutto questo non facilita l’inserimento di migliaia di persone.
Tutto si droga, e non solo fisicamente!
Il figlio del contadino in una situazione di privilegio preferisce lavoratori stagionali del terzo mondo più che usare le sue braccia. Stiamo perdendo il passaggio di consegne tra le nostre generazioni.
La campagna ha i suoi tempi legati alle stagioni.
L’inverno è il periodo delle giornate corte e del riposo, gli altri mesi sono della fatica dura perché la terra germogli.
Allora si preferiscono stagionali pagati in nero.
Così non ci accorgiamo che stiamo portando le nostre campagne ad un inverno senza fine.
Tutto è nettamente l’opposto di quanto stiamo per ascoltare da un giovane africano clandestino che ha solo un sogno: tornare sulla sua terra. L’Africa.

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This entry was written by Luca De Mata , posted on martedì maggio 26 2009at 10:05 pm , filed under 3^ puntata, Agricoltura, commercio degli emigranti, Volontariato and tagged , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

One Response to “Tutto si droga, e non solo fisicamente! si preferiscono stagionali pagati in nero.”

  • Serena ha detto:

    Leggere questo blog è come entrare in una trama di un film dell’orrore, ma man mano che vai avanti senti che non stai vedendo un film, ma una serie di verità sconvolgenti che ti circondano e non sai come dire basta, non sai cosa offrire a quell’Africano che vuole tornare indietro, perchè indietro non c’è nulla. Lo sa lui e lo sappiamo noi. E laggiù che dobbiamo intervenire! prima che entrassi in questa lettura il fenomeno dell’immigrazione, era come carta al vento. Un fastidio che vola via, ma ora mi rendo conto che se il problema non lo affrontiamo lì dove nasce non lo fermeremo più. E mi rendo conto che il rischio o noi o loro è una realtà non lontana, Io sono sempre stata per l’accoglienza, ma oggi non è che non sono per l’accoglienza e che penso che l’accoglienza non risolve, ma aggrava! è lì da loro che dobbiamo risolvere i problemi, anche se questo puo’ significare per noi rinunce, ma se non capiamo questo perdermo tutti tutto poco o tanto.

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