Abbiamo appena letto: “rimani senza lavoro, senza mangiare” questa è la situazione di tanti disoccupati nel mondo, situazione che complica ancora di più il rapporto tra immigrati e chi vive nelle nazioni, perchè se è vero che è minore la natalità delle nazioni più ricche è anche vero per alcuni imprenditori è più redditizio usare persone fuori da ogni regola.

Abbiamo appena letto: “rimani senza lavoro, senza mangiare” questa è la situazione di tanti disoccupati nel mondo, situazione che complica ancora di più il rapporto tra immigrati e chi vive nelle nazioni, perchè se è vero che è minore la natalità  delle nazioni più ricche è anche vero per alcuni imprenditori è più redditizio usare persone fuori da ogni regola. La crisi mondiale aumenta il disagio verso gli immigrati
 Tutto questo non aiuta lo sviluppo e il ruolo dell’immigrazione, ma beneficiano solo alcuni. Il problema  è mondiale come ci dice il direttore del  centro Astalli di Palermo, dove poco prima avevamo incontrato la ragazza che ci aveva detto… “Come vive una persona con famiglia, 250 euro al mese. Qualcuno c’è senza lavoro, troppo difficile…vivere”.

Alfonso Cinquemani – Direttore sede di Palermo del Centro Astalli (Jesuit Refugee Service) :” Io recentemente ho incontrato un, un giovane del Bangladesh, che raccontava..che lui al suo paese aveva, gestiva un magazzino di prodotti alimentari, certo era una vita abbastanza grama, ma riusciva a vivere. Però questo miraggio dell’Europa, lo ha spinto a vendere il magazzino, mi pare mi abbia detto tredicimila euro, lo ha venduto, tredicimila euro sono stati appena sufficienti a pagarsi il viaggio, il viaggio irregolare chiaramente, un viaggio lungo che passa attraverso l’Africa, a pagarsi il viaggio per l’Europa. Se non che arriva qui e lavoro non c’è n’è, lavorava aveva un magazzino, qualcosa guadagnava. Ora qui fa la fame. Questo è la, diciamo, è il paradigma di una, di una immigrazione che appunto molto spesso non parte dal bisogno ma parte  da un miraggio. E contro questo credo che il mondo occidentale abbia una grossa responsabilità, più di quella dello sfruttamento, cioè quello di presentarsi come un Eldorado quando Eldorado non è. Quello che viviamo qui in particolare con queste persone che non riescono ad emergere nel mondo del lavoro, è anche una grande disillusione, di essere arrivati di essere sbarcati in un paese, che loro sognavano essere il paese dell’oro e poi invece è il paese della fame, e il paese dei senza-casa, dei senza-lavoro, degli sfruttati, degli emarginati e di quelli che sono addirittura considerati delinquenti.”

Be Sociable, Share!
This entry was written by Luca De Mata , posted on martedì maggio 26 2009at 11:05 pm , filed under 3^ puntata, AAA - La valigia con lo spago, Centro Astalli, Sfruttamento and tagged , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

One Response to “Abbiamo appena letto: “rimani senza lavoro, senza mangiare” questa è la situazione di tanti disoccupati nel mondo, situazione che complica ancora di più il rapporto tra immigrati e chi vive nelle nazioni, perchè se è vero che è minore la natalità delle nazioni più ricche è anche vero per alcuni imprenditori è più redditizio usare persone fuori da ogni regola.”

  • Salvatore R. ha detto:

    Per questi imprenditori senza scrupoli ci vogliono leggi che li colpiscano senza equivoci. Manchiamo di coraggio. Chi sbaglia deve pagare, come un clandestino se viene preso e bene che torni a casa sua anche se questo certo mi pesa sulla coscienza sapendo quanto quella povera persona abbia sofferto. Ma qui ci vuole ordine. le nostre piazze nelle città d’arte sono dei mercati all’aperto e non sono uno spettacolo edificante.

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>