in più qua a Palermo come potete ben immaginare la situazione anche per i locali non è tanto diversa da quella degli immigrati, nel senso che spesso anche i palermitani si trovano in situazione molto, molto simile.

Quanto ci ha appena riferito il direttore del centro Astalli è quello che ci conferma anche una mediatrice culturale che lavora in questa realtà di aiuto agli immigrati sempre qui a Palermo, in modo ancora più crudo e drammatico una mediatrice culturale  del Centro Astalli di Palermo: “Ma menomale che qui a Palermo ci sono questi centri di accoglienza, almeno si possono rivolgersi a qui, comunque i problemi poi quando spesso arrivano qua, è affittare una casa, una stanza costa 300 euro, io questo l’ho visto questo da una famiglia, da una famiglia di quattro… quattro persone marito moglie e due bambini di cui una ragazza di quindici anni, ma hanno una stanza, una stanza solo una stanza con mezza cucina, mezzo bagno, e questo 300 euro.  Io, veramente io penso che loro approfittano perché queste persone sono degli immigrati, non credo che a una famiglia avrebbero affittato una casa così.

Francesca Ronzi (Centro Astalli) Palermo: “Raccogliamo tutto quello che ci portano facciamo una bella selezione, spesso molte cose andrebbero buttate nella spazzatura. E.. facciamo questo lavoro di selezione, puliamo le cose e le ridistribuiamo.
Con 450 euro al mese è difficile mandare avanti una famiglia ed allora in centri come questo si cerca di andare incontro alle necessità più elementari. Abbiamo messo un microfono al responsabile dell’accoglienza di uno di questi centri.”

Giovanni Zinna – Responsabile accoglienza (Centro Astalli) Palermo:Allora buongiorno, qua siamo allo sportello di accoglienza del centro Astalli di Palermo, io mi chiamo Jonni e.. mi trovo in questo momento un po’ a gestire il flusso in entrata degli immigrati che durante il giorno si presentano al nostro sportello, per esempio in questo momento c’è una signora del Bangladesh che è venuta qui per un problema sanitario e c’è questo piccolino che ha un problemino di, un problemino di stomaco – no signora prego si avvicini – ovviamente nel momento in cui – in questo momento non possiamo non possiamo aiutarla perché il medico viene solo nel pomeriggio – in realtà verrà domani e in questo momento lei ci chiede anche di essere aiutata dal punto di vista alimentare, allora cerchiamo di darle qualcosina, il bambino piange forse perchè ha fame, abbiamo appena ricevuto qualcosa dal banco alimentare in genere sono comunque alimenti semplici, pasta, latte, pannolini e biscotti, non di più – quindi magari prendiamo un pò di latte, che in questo momento eroghiamo anche per la colazione la mattina, per il bambino. Il bambino non ricordo che età aveva? Per prendere qualche omogeneizzato magari, come vedi, già stanno finendo tutte cose – apposto – come vedete, tanto, non è molto anche perché ci troviamo in difficoltà, perché spesso non si capisce qual è il confine tra il bisogno e l’opportunismo della gente, questo penso, sia un problema che capita sempre quando si fa un minimo di assistenza – e non è facile capire quando la persona che ha bisogno, abbia realmente bisogno o no – in più qua a Palermo come potete ben immaginare la situazione anche per i locali non è tanto diversa da quella degli immigrati, nel senso che spesso  anche i palermitani si trovano in situazione molto, molto simile.”

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This entry was written by Luca De Mata , posted on martedì maggio 26 2009at 11:05 pm , filed under 3^ puntata, Centro Astalli, Volontariato and tagged , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

One Response to “in più qua a Palermo come potete ben immaginare la situazione anche per i locali non è tanto diversa da quella degli immigrati, nel senso che spesso anche i palermitani si trovano in situazione molto, molto simile.”

  • dopoedopo ha detto:

    Ultimamente quello che guadagnavo una volta mi avanzava ora se non ci fossero le bacarelle delle cose cinesi non so come farei per vivere!

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