Il discorso sull’integrazione deve essere un discorso propositivo che fa crescere l’uomo garantendo sempre il rispetto delle culture

Immigrazione? Sì ma è anche un problema di integrazione che è  il ruolo che deve avere perchè ci sia convivenza tra le diversità.
Mons. Pasquale Silvestri – Ufficio Migrantes  – Napoli : ” Dobbiamo capirci bene quando parliamo di integrazione. Innanzitutto l’integrazione a mio avviso non può essere intesa soltanto a senso unico ossia noi dobbiamo accettare – noi paese ospitante dobbiamo accettare la cultura i modi di essere i modi di fare dei nostri ospiti, ma deve essere a doppio senso anche loro in particolare le comunità Rom gli zingari devono saper accettare il nostro modo di essere il nostro modo di vivere, per esempio un valore che non può essere integrato è l’illegalità. Non possiamo pensare che il furto oppure lo sfruttamento dei minori nell’accattonaggio sia un valore da integrare. Noi crediamo che la prima integrazione si fa attraverso la scuola, attraverso la cultura, garantendo l’istruzione alle nuove generazioni ai bambini Rom. E allora è importante che l’integrazione però avvenga, ripeto, su valori comuni. I valori che dobbiamo garantire da entrambe le parti sono i valori attinenti ai diritti fondamentali dell’uomo, il valore – il diritto alla salute, il diritto alla tutela della donna, se su questi aspetti le etnie che sono presenti sul nostro territorio sono sensibili allora possiamo fare veramente un bel discorso e poi di evangelizzazione e ci terrei a sottolineare questo aspetto perché una visione come dire minimalista rispetto alle esigenze di tutela della legalità non giova nemmeno al discorso dell’evangelizzazione. Il concetto – integrazione – non è un valore assoluto, il valore assoluto resta sempre la verità – la verità che noi dobbiamo riuscire a raggiungere garantendo la legittimità delle varie culture, però riconoscendo in ogni cultura ciò che è vero e ciò che non può essere riconosciuto come tale, il peccato resta sempre peccato, nostro Signore Gesù ha integrato la donna adultera, però dopo averla integrata, dopo averla perdonata le ha detto anche va e non peccare più. Il discorso sull’integrazione deve essere un discorso propositivo che fa crescere l’uomo garantendo sempre il rispetto delle culture.”

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This entry was written by Luca De Mata , posted on martedì maggio 26 2009at 11:05 pm , filed under 3^ puntata, Caritas, Napoli, Volontariato and tagged , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

7 Responses to “Il discorso sull’integrazione deve essere un discorso propositivo che fa crescere l’uomo garantendo sempre il rispetto delle culture”

  1. Bellissima testimonianza!

  2. Bella,ma un po’ clericale, la donna adultera? ancora a parlare della donna donna adultera, e gli uomini tutti per bene. Per favore non torniamo indietro di secoli. Io vado regolarmente in Chiesa, ma non si lamenti nessuno se ci vanno sempre di meno,

  3. Ci mancava la femminista…senza voler offendere, ma sono idee vecchie

  4. Ci mancava il maschietto che vuole fare la lezione. Amico, anzi signor Angelo forse Ti sei scordato che quando Gesù dice quella frase le donne adultere le lapidavano come fanno oggi ancora in certe nazioni.
    Io contesto che gli zingari devono saper accettere la nostra civiltà come dice il reverendo, ma come fanno ad accettare, cosa devon accettare quando gli bruciamo i campi di notte mentre dormonono nelle loro baracche. Ma quelli ci rifiutano e continueranno alcuni di loro a cercare strade non lecite per sopravvivere. Siamo noi che dobbiamo andargli incontro per integrarli e non certo rifiutarli.

  5. Basta non ho altro da dire

  6. Si di pure basta, ma tu non hai capito nulla del discorso del reverendo perchè se c’è un apassaggio importante, anzi importantissimo è quando dice
    – E allora è importante che l’integrazione però avvenga, ripeto, su valori comuni. I valori che dobbiamo garantire da entrambe le parti sono i valori attinenti ai diritti fondamentali dell’uomo, il valore – il diritto alla salute, il diritto alla tutela della donna, se su questi aspetti le etnie che sono presenti sul nostro territorio sono sensibili allora possiamo fare veramente un bel discorso e poi di evangelizzazione e ci terrei a sottolineare questo aspetto perché una visione come dire minimalista rispetto alle esigenze di tutela della legalità non giova nemmeno al discorso dell’evangelizzazione –

  7. mi dispiace che non si tenga un livello un pochino meno aggressivo, va bene la polemica, ma cerchiamo di non passare i limiti da una parte o dall’altra. Personalmente penso che quello che dice Mons. Silvestri se letto con molta attenzione sia molto intelligente e poi ci deve essere la libertà che chi è sacerdote della Chiesa cattolica possa dire in libertà il Suo pensiero, le censure personalmente a me puzzano sempre di cultura ideologica e come tali le rifiuto. Ognuno di noi è libero di credere o non credere e di poter esprimere il proprpio pensiero in libertà. Tutto qui. Qui in un certo senso ben vengano anche le polemiche!

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