La concorrenza è produrre a costi più bassi. Non ci siamo fermati davanti agli angoli più bui dei continenti perché ormai il problema è planetario, la questione non riguarda più i singoli Stati ma l’intero equilibrio mondiale. – Quarta ed ultima parte

Quarta ed ultima parte

In questa nostra inchiesta sull’immigrazione siamo stati ai confini dei territori da dove uomini valigia, donne ombra fanno l’ultimo salto per venire a vivere tra noi. In questo sconfinato anonimato
Solo negli Stati Uniti si stimano 9milioni di ombre. Si stimano, perché in realtà nessuno ha dati certi anche perché secondo molte organizzazioni umanitarie sono 20 milioni. Contare le ombre? Questo software per computer ancora non esiste.
Certo è che le società ricche ed emergenti, hanno bisogno per crescere, di chi produce e di chi consuma.
Il mercato è complesso.
La concorrenza è produrre a costi più bassi. Non ci siamo fermati davanti agli angoli più bui dei continenti perché ormai il problema è planetario, la questione non riguarda più i singoli Stati ma l’intero equilibrio mondiale.

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This entry was written by Luca De Mata , posted on mercoledì maggio 27 2009at 08:05 am , filed under 4^ puntata, AAA - La valigia con lo spago, Volontariato and tagged , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

10 Responses to “La concorrenza è produrre a costi più bassi. Non ci siamo fermati davanti agli angoli più bui dei continenti perché ormai il problema è planetario, la questione non riguarda più i singoli Stati ma l’intero equilibrio mondiale. – Quarta ed ultima parte”

  • Stella ha detto:

    Noi siamo si Napoli ed avevamo una piccola impresa per la confezione di abiti che abbiamo vebduto a dei cinesi, che ci hanno pagato anche molto bene, ma ora i soldi sono fini e la vita è diventata dura, ed io che sono sempre stata all’immigrazione incomincio ad avere un attegiamento completamente diverso. Qui i cinesi sono brava gente, gran lavoratori. Io lo lo vedo. Però ora che mi ddovevoo sposare con il mio ragazzo che si trova con la sua famiglia nelle nostre stesse condizioni abbiamo problemi di come tirare avanti e non abbiamo più la certezza per costruire la nostra famiglia. Noi siamo vittime di questa immigrazione senza regole! Noi abbiamo venduto ed è colpa nostra,ma forse ci vorrebbero leggi che tuteli ed obblighino le imprese italiane la vendita agli stranieri se non vogliamo la disoccupazione. Non sono razzista, sono all’opposto, ma certamente oggi ho dubbi che ieri non avevo.

  • Carlos ha detto:

    Io sono filgio di emigranti italiani e per mia fortuna ho potuto studiare in Italia vivendo dai miei zii. Ho un Fratello che è rimasto in Sud Amrica e ha studiato lì. Siamo fratelli, ma tra noi due ci sono delle diversità non caratteriali, ma verso la comprensione del mondo. Lui è contro tutti, io contro chi non ha voluto uno sviluppo equlibrato tra nord e sud. Noi due siamo legati da un affetto profondissimo, ma ogni volta che rientro avverto che lui vede in me un diverso, come ad incolparmi delle differenze che viviamo tra qui e lì. E’ vero l’emigrazione riguarda l’intero equilibrio mondiale. Praticamente ogni volta che torno in Sud America mi sento un emigrante privilegiato e loro anche mi vogliono bene mi vedo l’origine di tanti loro mali. Ma io sono uno di loro, mio padre e mia madre andarono lì per qui non potevano tirare avanti e lì con mille sacrifici hanno messo su una piccola attività che ci da nulla più che il giusto. Il vero problema che chi lavora con papà, che ora è anziano è di origine india e ci vedeno sempre come dei coloni, anche se le nostre vite si incorociano e non abbiamo una differenza così alta di reddito. Tutto questo mi è stato più chiaro vivendo qui in casa dei miei ziii e frequentando l’università. L’integrazione dei popoli non sarà un’impresa facile, direi che forse è impossibile.; anche se è la sola strada per la pace nel mondo.

  • Maria ha detto:

    Il ragionamento di Carlos più il post mi fanno venire i brividi pensando al mio futuro. Io voglio la PACE!

  • Angela ha detto:

    E chi non vuole la PACE! il punto è se dobbiamo pagare un prezzo alla pace e quale? mi diventa sempre più difficile capire cosa significhi oggi integrazione.

  • Remigio ha detto:

    Mi dispiace che siamo agli ultimi post, ora non mi rimane che guardare la trasmissione e speriamo che la RAi non la mani troppo in là nella notte.

  • Gaia ha detto:

    Non ti preoccupare certi programmi fino ad ora sulla prima rete erano sempre mandati tardi. Ti consiglio di registralo.

  • Pio ha detto:

    Io vado a letto comunque presto e per me è normale registrarmi quei pochi programmi che mi interesssano, altrimenti preferisco passare il mio tempo libero su internet.

  • Gaia ha detto:

    La concorrenza è produrre a costi più bassi. Non ci siamo fermati davanti agli angoli più bui dei continenti perché ormai il problema è planetario, la questione non riguarda più i singoli Stati ma l’intero equilibrio mondiale
    Questa frase di luca de mata è assolutamente vera e poco dibattuta tra noi che stiamo seguendo questo blog.

  • Pio ha detto:

    Credo che certi approfondimenti usciranno con più forza e maggiore diffusione dopo che il programma sarà messo in onda

  • Gaia ha detto:

    hai ragione, certamente questo non è un blog vero e proprio quanto un dei punti partenza di chi no ha paura di affrontare certe temi come questo dell’immigrazione.

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