Se la democrazia è una conquista non si può poi accettare che qualcuno possa sostenere che non lo sia, che chiunque conquisti un microfono possa dichiarare che un altro non ha diritto di esistere.

Ancora più in quest’ultima parte della nostra inchiesta voglio offrire un ragionamento equilibrato per dare coscienza e peso reale ad un’insofferenza diffusa. Un disagio che ha già avuto lampi di fuoco in Europa, quanto più la costruzione di nuovi ghetti e mura fortificate lungo i confini tra il Nord ed il Sud del continente Americano.
Attività criminali e terrorismo sono la miccia accesa perché sul tema dell’immigrazione le società deflagrino.
Se una volta l’orrore del razzismo aveva la sola matrice nelle fobie  dei bianchi, ed ancora alimenta focolai di intolleranza, oggi il razzismo ha preso tutti i colori della pelle della nostra umanità.
I bianchi sono passati dal colonialismo schiavista, al paternalismo protettivo fino ad offrirsi con la metafora dell’inculturazione. 
In quest’ultima puntata ancora più andremo al centro di questo argomento così attuale quale il controllo dei flussi migratori  per sostenere che ogni civiltà si deve offrire per quello che è nel confronto con l’altro.
Se la democrazia è una conquista non si può poi accettare che qualcuno possa sostenere che non lo sia, che chiunque conquisti un microfono possa dichiarare che un altro non ha diritto di esistere.
Perché poi questi ragionamenti fatti per i popoli toccano le singole persone. E quando dilaga il fanatismo la prima a soffrire è la mobilità di ognuno di noi, non sono solo le valige che vengono meticolosamente controllate, ma ognuno di noi è diventato un ostaggio di un sistema che cerca di difendersi dal fanatismo, ed ancora più è la povera gente che trova muri materiali e di leggi che sempre più si intrecciano l’una all’altra come una rete dove si spera si possa bloccare chi non cerca lavoro, ma odio. E così come sempre i più bisognosi, i più indifesi pagano per tutti.

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This entry was written by Luca De Mata , posted on mercoledì maggio 27 2009at 08:05 am , filed under 4^ puntata, AAA - La valigia con lo spago, Immigrazione, Sfruttamento, Volontariato and tagged , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

3 Responses to “Se la democrazia è una conquista non si può poi accettare che qualcuno possa sostenere che non lo sia, che chiunque conquisti un microfono possa dichiarare che un altro non ha diritto di esistere.”

  • Russo ha detto:

    Un microfono? Ma ben più di un microfono si accaparrano::

  • Pternal ha detto:

    «Ho preso un treno in corsa e ci vorranno di­versi anni per capire co­me stiamo andando».. Dove stiamo andando?

  • Dario ha detto:

    Spero verso la pace e l’amore tra i popoli.

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