Mi manca molto il mio paese perché qui è freddo e il mio paese è caldo.

Camminando in questa casa diretta da Sr. Maria De Dios delle Siervas de Hogar de la Madre nulla da l’immagine di un collegio come conferma questa ragazza figlia di emigranti dell’ America del Sud: ” Vengo dall’Honduras mio padre aveva un cancro ed è morto. A mia madre rimasta sola è sembrata una cosa buona mandarmi qui. Mi manca molto il mio paese perché qui è freddo e il mio paese è caldo.”

Sono ora su un colle da cui vedo la casa dove ho lasciato il racconto della ragazza e mi accorgo della enorme distanza che mi divide da lei, io che presuntuosamente mi sono sempre sentito conoscitore del mondo. Ma non basta viaggiare. Lei, la ragazza, ha appena detto che qui è freddo. Eppure io sono qui da dove vedo case basse. Generazioni di contadini hanno dato ordine. Lavoro e competenza. Tutta la Spagna che ho amato, è qui. Per me, per la mia cultura, la mia storia, come per milioni di Europei tutto questo rappresenta il caldo di un popolo, il caldo di tradizioni antiche, di pianure riarse, ma non per lei, bambina orfana venuta tra noi.

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This entry was written by Luca De Mata , posted on venerdì maggio 08 2009at 08:05 pm , filed under 1^ puntata, Orfani, Volontariato and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

5 Responses to “Mi manca molto il mio paese perché qui è freddo e il mio paese è caldo.”

  • 0rix2009 ha detto:

    leggendo le righe di questa ragazza mi sono reso conto che ci facciamo il mondo più complicato di quello che è. Spesso la felicità è dietro l’angolo e non la vediamo noi e non la facciamo vedere agli altri.

  • dopoedopo ha detto:

    Caro Orix, ma che stai dicendo? ma come non FAI A VEDERE LA REALTà?

  • -fasc- ha detto:

    La felicità è davanti ai nostri occhi, siamo noi che spesso la ignoriamo persi nella ricerca di effimere sensazioni che svaniscono in un battito di ciglia…la realtà è dura, ma se concedessimo la possibilità alle cose semplici di riempirci la vita forse tutto sembrerebbe meno ostile…

  • paolo ha detto:

    Chi oggi come oggi si farebbe riempire la vita dalle cose semplici? Personalmente non riuscirei ad alzarmi una mattina ed a rinunciare a tutto (quel poco) che ho. Non è nella natura dell’uomo accontentarsi, l’uomo è proprio tutto il contrario dell’accontentarsi. L’arte è stata progettata per non accontentarsi, la tecnologia, se l’uomo si accontentesse probabilmente non sarebbe ad immagine e somiglianza di Dio, pensate ad Adamo ed Eva, se non sonostati capaci loro a resistere alla tentazione non avendo intorno nulla, immaginate come oggi si possa pensare alle cose semplici.

  • -fasc- ha detto:

    Ma molto spesso il non accontentarsi porta alla solitudine e all’infelicità. Quanti sono coloro che possiamo definire “di successo” ad essere realmente felici? Cose semplici non vuol dire solo rinunciare a tutto e ritirarsi a vivere in aperta campagna, ma anche apprezzare la spontaneità, farsi contagiare dall’ottimismo o dal buon umore altrui, fermarsi a contemplare un qualcosa che ci riempie di serenità, che sia un paesaggio o un’opera d’arte poco importa. è un percorso che ci porta a riscopire emozioni autentiche, di cui siamo fatti ma che spesso accantoniamo. Poi ovviamente ognuno ha le proprie opinioni, questo è un tema che si presta ad essere commentato da molteplici punti di vista.

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