L’emigrazione non può continuare ad essere l’ennesimo affare per le criminalità organizzate del pianeta.

L’idea di fondo di questa inchiesta è ricordarci che dietro ogni donna, uomo, qualunque sia la sua condizione c’è una Persona. E mai come in questo caso il ragionamento si allarga ad un fenomeno planetario che ci sta coinvolgendo tutti e ci sta cambiando tutti. Non possiamo più voltare la testa da un’altra parte. Il mondo è cambiato, e noi siamo cambiati? Quali leggi possono fermare uno tsunami umano di disperazione e miseria che infila in una città come Roma bambini a dormire dentro i cunicoli della strada. Quando si viene dal nulla anche un cunicolo diventa una reggia, ma quanti di noi possono accettare tutto questo? Ed anche se nessuno sa la soluzione reale del problema una risposta dobbiamo trovarla. L’emigrazione non può continuare ad essere l’ennesimo affare per le criminalità organizzate del pianeta.  luca de mata

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This entry was written by Luca De Mata , posted on sabato aprile 25 2009at 07:04 pm , filed under 1^ puntata, Immigrazione, Povertà, Questione femminile, Sfuttamento, Violenza, Volontariato, clandestini, commercio degli emigranti, politiche migratorie and tagged , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

27 Responses to “L’emigrazione non può continuare ad essere l’ennesimo affare per le criminalità organizzate del pianeta.”

  1. E’ vero e sono asolutamente daccordo con il Ministro Maroni, qui ci vogliono leggi chiare e che siano fatte rispettare. Non sono di destra, ma se quelli hanno ragione bisogna avere il coraggio di dire che hanno ragione! c?è troppa criminalità in giro, non che non ci sia sempre stata, ma mai così diffusa. Non ti senti più sicuro neanche quando sei in casa. ammettiamolo. Detto tutto questo bisogna vedere anche l’altra faccia della medaglia dello sfruttamento da parte della criminalità di tutta questa povera gente.

  2. Metti anche da conto la disparità numerica dei reati commessi dagli italiani e dagli extracomunitari o clandestini che siano. Davvero dobbiamo credere alla favoletta che chi arriva in Italia da un altro paese lo fa per lavorare? Credo che la maggior parte siano criminali anche nei propri paesi d’origine, chi ha studiato o ha una certa condotta morale non si abbassa a fare il ciminale nemmeno se muore di fame. Va a lavare le scale e se gli va proprio male mendica, se ti trovi per strada la sera a Milano ti viene davvero di dare ragione a Silvio , “sembra di respirare l’Africa” ad ogni angolo. Senegalesi, Magrebini ti vendono qualsiasi porcheria anche sotto il Duomo. La cosa peggiore e che gli ingrassiamo le tasche con questa cultura della droga, gliele ingrassano i centri sociali e tutti quei vecchi papponi che non dormono se non si tirano 50 euro, i ragazzini figli della tv di sinistra fanno vievere questi poveri “sfruttati”. Ma fatemi il piacere.

  3. La cosa che mi lascia davvero perplessa nel leggere quello che pensano gli italiani degli immigrati è che continuano a credere quello che l’Italia del Potere vuole che la gente pensi: gli stranieri sono tutti criminali.

    Tanto per cominciare mi chiedo quanti “italiani” sarebbero disposti a fare alcuni lavori di “basso profilo” come ad esempio la badante o il bracciante…cari italiani disoccupati quanti di voi sono disposti ad andare ad accudire un anziano o a sudare nei campi per una paga, che definire modesta è fin troppo ottimista?
    Secondo punto: l’italia sta diventando un paese di vecchi e se no nci fossero gli immigrati con i loro figli a risollevare l’incremento di nascite chi ve la pagherà la pensione miei cari patrioti?

    Il punto è perchè ce la prendiamo con gli immigrati invece di prendercela con lo Stato che non sa applicare delle regole ai flussi migratori e non fa altro che scovare gommoni di calndestini per poi sbatterli in centri di accoglienza per mesi, fuori ogni controllo, il tutto a spese dei contribuenti?
    Evidentemente il nostro Papi Silvio è troppo impegnato a dare il meglio di sè e a far conoscere il meglio dell’Italia all’estero per occuparsi di queste cose così poco divertenti.

    Non credo che tutti coloro i quali scappano dal proprio paese siano criminali…ricordiamoci che anche gli italiani sono scappati in altri paesi.
    Certo se poi ti ritrovi a vivere in condizioni al limite della civiltà sfido qualsiasi onesto cittadino italiano a non compiere il passo verso l’illecito.

    Allora vi domando: quanti di voi si sentono cittadini di fronte alle decisioni dei nostri rappresentanti?I crimini della nostra società dipendono davvero dai troppi stranieri presenti nel nostro paese? Se la risposta che vi date è sì, vi invito a fare un giro in Francia o in Inghilterra o in Germania.

  4. Non credo che esista un’Italia del potere che eviterebbe di garantirsi vita natural durante mano d’opera a basso costo. I “lavori di basso profilo” io li chiamerei “lavori di basso profitto” per gli imprenditori se dovessero pagare operatori seri e specializzati, se gli italiani non fanno più certi lavori e perchè per quei lavori l’offerta retributiva CAUSA IMMIGRATI si è notevolmente abbassata. Concordo sui centri di accoglienza, baserebbe rimpatriarli subito.
    E comunque vi invito a confrontare la qualita del lavoro degli immigrati, dall’edilizia all’agricoltura, se voi lavraste per 4 soldi a stagione rispettereste le piante da cui cogliete o semplicemente le devastereste? E ‘ una metafora, logicamente.

  5. Se proprio vi dovete riempite la bocca di parole guardate cosa scrivevano gli americani di noi nel 1912 in una nota al congresso!

    “Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
    Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
    Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
    Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
    Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
    Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti”

  6. Ogni volta che se ne parla, ogni volta che li vedo nelle vie di Padova o negli autobus stracolmi, dove l’italiano è diventato quasi un optional, certo non nego che in quegli attimi riaffiorano in me reminiscenze infantili di quando, spensierati, si lasciava di tutto incustodito nel giardino di casa: dalla macchina con le chiavi al loro posto, alla bicicletta appoggiata al muro del garage, alle finestre aperte con tanto di mazzo di chiavi infilate nella serratura della porta, il cancello spesso socchiuso, i bambini giù in strada a giocare fino a tardi, spesso soli, ma più liberi ed autonomi nel gestire i loro incontri perchè non asfissiati dall’ansia di genitori impauriti da tutto e da tutti. E le borse leggiadre e spensierate pure loro…un’occhiata ogni tanto, nulla più, bastava così.
    Oggi devo torcermi le spalle e le braccia pur di tenere stretti quei tre soldi che mi ritrovo, gli occhi fissi più che posso su ogni cerniera allegata al tutto. Guardarmi a destra, a sinistra, e ancora non basta. In quel maledetto autobus, il mio telefonino, per esempio, è scivolato nell’ombra e mi sono ritrovata pure con una mano, che non era la mia, dentro la borsa dei libri dell’università…già, perchè ora mi tocca pure girare con più di una; quella per i soldi e i documenti, piccolina a tracolla, e quella grande per i già menzionati libri universitari.
    E noi donne con il panico nel cuore perché ci sono sempre quegli occhi famelici puntati addosso, sguardi che fanno accapponare la pelle in un secondo…assetati come…ah, lasciamo perdere sennò sale la rabbia alle stelle e potrei scrivere spropositi sconvenienti
    Sarò cattiva, sarò razzista ma la verità è che non se ne può più, il 95% delle persone che conosco non ne possono più .Non lo direi davvero, se vedessi negli stranieri una qualche forma e volontà concreta di integrarsi con la nostra realtà. Ho avuto esperienze nel mondo della scuola e li conti davvero sulle dita di una mano i genitori di bambini stranieri partecipi, attivi e coinvolti nel sistema, per quanto ci si prodighi per creare un qualcosa di significativo, al fine di mettere comunque al centro il loro figlio ed accoglierli nel migliore modo possibile perchè ci sforziamo di comprenderne le difficoltà ed i bisogni. La stragrande maggioranza non partecipa alle riunioni né ai colloqui, lasciano i bimbi vagare tristi e inconsolabili nelle feste di fine anno, dove si ritrovano come spettatori facce di genitori commossi e pieni di soddisfazione che non sono i loro.
    E ritorniamo agli autobus…oppure i treni, per esempio. Biglietti? Ah sì, come no. Mille scuse da inventare per legittimare un obliterazione di mesi prima, magari, o nel peggiore dei casi il biglietto non esiste proprio. E la puzza? O la sporcizia? Su, sinceri…è la verità. Come si può pensare ad un’integrazione se nemmeno in queste piccole cose non c’è un tentativo di stare bene prima con sé stessi e poi con gli altri?E noi, nello stesso frangente, come possiamo accettare il tutto? E non siate i soliti buonisti. Certo che non si può fare di tutta l’erba un fascio…ma è una stragrande maggioranza e si rischia davvero di fare il fascio dell’erba. Basta guardarsi intorno.
    E poi perché sono sempre agevolatissimi in tutto, con fondi su fondi e quant’altro? Chiedono, pretendono con arroganza tra l’altro, ottengono.
    .Certo che qui più nessuno si mette a fare il manovale. Ci stanno modellando a piacimento, vogliono italiani super preparati e competenti per affrontare questo tipo di società che si sta trasformando a ritmi forsennati, cervelli stracolmi di informazioni, idee brillanti, capacità di ogni genere…diventiamo sprecati per certi lavori e non ci si adatta più. E’ così sbagliato, scusate? Fare un lavoro che dà soddisfazioni e ci arricchisce sia culturalmente,socialmente che economicamente parlando?poi, scusate, ma chi di noi accetta di farsi sfruttare per pochi soldi in lavori come questi? E ai grandi capi sta bene far lavorare chi si può schiavizzare approffittandosene del fatto che si è pronti a fare di tutto pur di avere in cambio qualche ricompensa. E poi non si fanno pagare mica tanto…conviene cribbio!
    Ora non fatemi sorridere per non dire ridere. I nostri, quando se ne andarono da qui, si sono tirati su le famose maniche fino al collo, testa bassa sul loro lavoro, determinazione e perseveranza per ottenere almeno uno spiraglio di luce in tutto quel fango. Ma quale luogo comune, è la verità e A
    altro che mani tese ai semafori o sotto i portici di qualche caotica città. Guadagno facile, immediato, proficuo, soprattutto zona chiese…ma non parliamo degli aguzzini che sorgono dietro le quinte di questa richiesta di carità.
    C’è bisogno di cambiare in meglio, c’è bisogno di tornare a sorridere, di stringersi la mano come una volta, di fare due chiacchere senza quel malcontento di sempre, di lasciare la bici appoggiata al muro di una qualche bottega, di ritornare ad essere un po’ più spensierati ed ingenui, di guardarsi insieme in un sorriso, di avere fiducia,ancora, nell’altro.
    Ma lo sforzo,deve esserci anche dall’altra parte,
    sennò a casa.

  7. Il bello di questo blog è che ognuno può esprimere la sua opinione liberamente, allineandosi o meno all’idea di fondo che ispira l’intera opera.
    Detto ciò, sento di dover condividere ciò che penso. Cara Roberta, quello che dici è probabilmente il pensiero di molti, e non ti nego che anche io, essendo donna, e sentendomi sguardi indiscreti addosso per strada o sui mezzi pubblici, ho provato quella sensazione di disgusto. Ma su questo, come sugli altri temi che affronti, non me la sento di generalizzare. Potrei infatti dirti che l’unico a cedermi il posto su un autobus sovraffollato è stato proprio un operaio rumeno, che, vedendomi carica di libri universitari (ebbene sì, sono onnipresenti), mi ha sorriso dicendomi: “siediti, pesano, ho una figlia come te che studia, capisco”. Oppure che nella scuola dove insegna un mio parente, alla periferia di Roma, sono in maggioranza stranieri, e i loro genitori sono i primi ad essere presenti e a preoccuparsi del fatto che i figli si comportino con rispetto e studino. Ancora, se non ci fossero loro a lavorare come gli schiavi, chi di noi “raffinati cervelli” avrebbe in tavola frutta e verdura? Sulla convenienza di questo tipo di sfruttamento non commento, la considero barbara e inumana, e sinceramente preferirei pagare i prodotti 10 volte tanto se servisse a rendere il boccone che mando giù meno amaro.
    Mi dispiace deluderti, ma, sebbene i nostri avi si siano rimboccati le maniche, fuori dall’Italia erano visti esattamente come ha scritto “back-unin” nel suo post, e se lo dico è perché parlo con cognizione di causa, avendo passato all’estero una considerevole parte della mia vita.
    Detto ciò, quello che mi preme sottolineare è che non bisognerebbe generalizzare, spesso la realtà è molto più complessa di come sembra, e non credo che chi mendichi provi piacere nel farlo. Nemmeno auspico politiche lassiste, sia chiaro, chiunque delinque deve essere punito, la legge è uguale per tutti. Siamo in molti a sognare un miglioramento, e proprio per questo penso che abbattere i muri della diffidenza e dei pregiudizi sarebbe un gran bel modo per tornare a stringersi la mano.

  8. I miei non sono pregiudizi, sono considerazioni fatte dopo aver riscontrato più e più volte gli stessi atteggiamenti a destra e a sinistra nella realtà in cui vivo,sennò non lo avrei detto. Posso portare anch’io esempi nei quali c’è qualcosa di buono dove poter ricavarci qualcosa di significativo, ma sono POCHI.
    Cerchiamo solo di essere onesti con noi stessi.
    Ripeto: l’impegno dev’esserci da entrambe le parti, vedrai che molti degli atteggiamenti dissacranti contro lo straniero verranno meno.
    E poi non nego che sono molto arrabbiata, non c’è più quella sicurezza della quale si poteva godere anni or sono. Il flusso migratorio ha portato molteplici problemi per la nostra realtà sociale e la colpa è sempre di quello o quelli che stanno seduti su quel trono dorato del quale non sappiamo nulla, se non ben poco; hanno fatto bene i loro conti sotto il tavolo, di certo anche con questo si sono rimpolpati la pancia ancora una volta e noi voce in capitolo non ce l’abbiamo più, anzi, chi l’ha mai avuta?
    Non resta che cercare un qualcosa di positivo in quello che resta e farne tesoro.

  9. Leggendo le parole di Roberta mi sono rivisto bambino quando nella borgata i delinquenti erano 3 o 4 e tutti ben conosciuti, di mestier si sapeva che facevano il ladro. Le borgate erano davvero quelle di Pasolini, noi bambini eravamo guardati dalla Zia zitella di turno mentre i genitori erano in giro “A ROMA” perchè Roma era lontano, era un miraggio. Se avevi una fidanzata in campagna bastava dirgli che te la portavi a Roma per farti sposare, non erano emigranti quelli? E’ inutile fare paralleli tra quelle migrazioni (anche verso l’america), era tutta diversa…

    Un lavoro magari a giornata, pe er momento va be’
    semo gente de borgata che alla vita ce tie’.
    Semo nati da povera gente, è la nostra realtà
    ma de vie ce ne so’ tante, tanti modi pe’ sfonnà

  10. Io rispetto il tuo punto di vista e anche le tue osservazioni, e mi spiace che per te le esperienze negative abbiano superato quelle positive. Personalmente, per fortuna, di negativo ho condiviso solo, (per modo di dire), i fatti di cronaca, per i quali mi sono indignata e per i quali ho auspicato interventi duri da parte delle autorità. Condivido infatti il tuo pensiero, il trono dorato purtroppo offusca le menti e le distoglie dalla realtà dei fatti, quando ciò di cui abbiamo bisogno è una normativa seria che regoli questo fenomeno. Nel frattempo cerco di fare del mio meglio per non creare, nel mio piccolo, attriti, basando i rapporti sul rispetto reciproco. E posso ritenermi soddisfatta, almeno fino a questo momento, perché il confrontarmi con culture diverse mi ha portato ad un arricchimento interiore che mai avrei immaginato di poter avere.

  11. I politici ora al governo vogliono farci credere che fermando gli sbarchi a Lampedusa loro hanno risolto il problema dell’immigrazione clandestina. Quelli che arrivano via mare sono invece al massimo il dieci per cento. La stragrande maggioranza dei clandestini arriva comodamente in pulmann dalle frontiere del nord Italia, dove ormai non è più possibile controllare nulla. Ma i politici suddetti ci vogliono fare l’ennesimo spot elettorale: pugno duro contro le barche a Lampedusa, così ci sarà un’Italia veramente sicura. Intanto 1500 km più a nord ogni giorno indisturbati entrano nel nostro paese dozzine di immigrati che, fermandosi più del dovuto, diverranno clandestini.

  12. In Giappone quando arrivi alla dogana un impiegato ti chiede gentilmente dove è che andrai a stare, se scaduto il visto turistico non sei uscito ti vengono a cercare immediatamente.

  13. se non si farà qualcosa per risolvere questi problemi il pianeta andrà alla deriva e non per essere catastrofici, ma perché le risorse non saranno infinite per tutti. Credo che portare, per esempio, un po di progresso, sviluppo e di aiuti seri e concreti nei paesi disagiati, aiuterà tutti. Altrimenti questa forma di egoismo, parlo soprattutto dei potenti della terra, ci porterà tutti alla fame e allo scontro gli uni con gli altri per la sopravvivenza.

  14. Pandorak, da quando l’uomo ha fatto la sua comparsa in questo mondo, di risorse per tutti ce ne sono state ben poche; c’è sempre qualcuno che fa e farà in in modo che siano distribuite solo per pochi privilegiati. Per altro, forme di egoismo a questi tempi sono ancora più diffusissime, mai nessuno dei potenti si occuperà di far rialzare, dalla loro condizione , una volta per tutte i paesi più diseredati. E’ solo un’utopia. Una bella, assurda utopia.
    E il bello è che leggendo e rileggendo tutti questi commenti, ogni volta scuoto la testa incredula e sorrido; mi dico, caspita che bei discorsi, sembra che ci sia una gran voglia di amare tutti indistintamente: belle frasi, bei propositi, tutto al posto giusto, discorsi perfetti. Bisogna far così e bisogna far colà, bla bla bla bla. Un bell’applauso. Poi basta uscire dalla porta di casa, per strada, a lavoro, nei supermercati o quant’altro, nelle scuole, all’università, ecc.,ecc.,ecc., e non trovi altro che una sfilza di personaggi dalla faccia così ipocrita che se non sei pronto a difenderti dai loro colpi bassi, ti scaraventano a terra in pochi secondi. RIspetto? Altruismo? Ma dove?? Alla mattina ci conviene guardarci allo specchio un po’ di più…
    Con questo non voglio insinuare che siate tutti ipocriti o falsi ma, a dir la verità, quanto mi fate pensare…..

  15. Il blog? una forma di comunicazione straordinaria con punte di surreale imprevedibili.
    Ricapitoliamo. Per me il tema era:
    ” Quali leggi possono fermare uno tsunami umano di disperazione e miseria che infila in una città come Roma bambini a dormire dentro i cunicoli della strada. Quando si viene dal nulla anche un cunicolo diventa una reggia, ma quanti di noi possono accettare tutto questo? Ed anche se nessuno sa la soluzione reale del problema una risposta dobbiamo trovarla. L’emigrazione non può continuare ad essere l’ennesimo affare per le criminalità organizzate del pianeta. ”
    quello che ho letto indubbiamente mi ha preso, ma avrei immaginato un conflitto di risposte quando non buoniste, quando non aggressive. Ma forse va bene così! se dai delle regole ad un blog è come volerne la sua fine.
    Riguardo alla domanda centrale ed anche sull’esperienza che ho vissuto direi che non c’è una risposta, quanto più il modo, o la qualità nell’accettare o nel respingere. Altra è la questione della criminalità!
    C’è una criminalità che più che complice è ossatura portante dell’immigrazione clandestina ed una criminalità parassita di quanti sbandati si trovano a cercare di sopravvivere nelle nostre comunità.
    Comunque sia, sono affascinato di come in un blog, qualunque, questo od un altro, le nostre idee seguano percorsi ed aggregazioni fuori da ogni regola. Questa è la ricchezza dei blog e per questo li preferisco alle regoline e giochetti che ingessano i socialnetwork. Amo la libertà, sostengo l’assoluta libertà di espressione ed il blog dei tanti strumenti del web è certamente la forma più avanzata di democrazia e di espressione per il libero pensare, il confronto, il comunicare. Come vedete anche io sono andato fuori tema. Grazie a tutti dei vostri contributi. luca de mata

  16. Sta alla coerenza di ognuno comportarsi secondo ciò che professa. Ci sono gli ipocriti, tanti e sotto gli occhi di tutti; poi ci sono le persone dirette e coloro che cercano di agire cercando di non tradire ciò in cui credono. Sei libera di credere ciò che desideri Roberta, ma a me piace pensare che chi partecipa a questo blog non lo faccia per mania di protagonismo o per sentirsi dire quanto è bravo o quanto è giusto il suo intervento, piuttosto lo fa perché è un tema scottante che andrebbe affrontato a fondo anche a livello istituzionale, e che certo non lascia indifferenti. Detto ciò, lascio l’ultima parola allo specchio.

  17. Ma un bel blog molto letto e commentato è uno specchio.

  18. Come non dare ragione a Roberta, il buonismo imperante di una certa parte politica (perchè dall’altra son razzisti c’è poco da fare) è solo un male per questa gente, sfido chiunque ad avvicinarsi ad un barbone ubriaco che puzza lontano 10 metri. Per il bene di quell’uomo bisognerebbe, invece di mollargli qualche soldo per ubriacarsi nuovamente dirgli: “ma lo vedi come sei ridotto, ma non ti fai schifo da solo, ti vergogni ad andare a bussare alla porta di una comunità? Lì c’è una fontana, bussa alla caritas e chiedi una lametta per farti la barba, bussa alla canonica e chiedi se ti dano 3 o 4 euro per lavare il pavimento della chiesa o guardare i bambini mentre giocano, anche per strada avrai una dignità.

  19. Non è colpa dei ricchi se esistono i poveri

  20. Pandorak ha detto una cosa giustissima, se si ragionasse globalmente e non localmente sarebbe più facile trovare l’equilibrio del pianeta. L’uomo bianco ha ancora una missione.

  21. Cabb sei imbazzante con ancora questo uomo bianco. Un consiglio questa estate non andare al mare vedi che t’abbronzassi !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  22. Non è che la risposta di Giogione sia una confutazione della teoria, probabilmente non sarai il pittore ma chinaglia….

  23. Caro Luca, sono proprio d’accordo con te quando dici che”L’emigrazione non può continuare ad essere l’ennesimo affare per le criminalità organizzate del pianeta. ”
    Secondo me la politica italiana non si deve concentrare sulla chiusura delle frontiere, ma deve promuovere una cultura dell’immigrazione, educare i propri cittadini ad un’integrazione ragionevole nella quale nessuna comunità percepisca l’altra come dannosa per la propria integrità e che persegua una positiva interazione, la buona vita e la convivenza pacifica. In Italia si sta assistendo al degrado della qualità dei rapporti umani, non solo a causa di processi di esclusione, ma soprattutto per la progressiva disgregazione della coesione sociale e i dati lo dimostrano.

  24. Belle parole ne possiamo scrivere tante… non costano nulla.
    Dagli interventi vedo che come nella realtà di ogni giorno anche qui si scopre la nostra ipocrisia, parola spesso usata e abusata che puo dire molto ma anche il contrario… è giusto riflettere, cercare di capire e magari riuscire a calarsi nel problema per poter trovare delle risposte condivisibili; ma per fare questo io credo che ognuno di noi debba spogliarsi del proprio vissuto e affronti la discussione libero da pregiudizi e possa guardare al problema immigrazione come ad un fatto che in un futuro prossimo porterà ad un cambiamento epocale per la nostra società. La storia racconta passaggi dolorosi per il genere umano… migrazioni di interi popoli a causa di guerre , siccità e quant’altro e la risposta è sempre stata la stessa: integrazione, magari dopo anni, decenni o secoli ma ineluttabilmente è sempre andata così… anche contro a sterminio o deportazioni di massa. Il mondo a continuato a girare e sarà così anche domani. Usciamo dagli stereotipi dati dai media o per partito preso oppure perchè puzzano… mentre noi invece siamo puliti… Gli altri siamo noi ..diceva una canzone… guardiamo gli altri come persone, fatte di carne con un cuore ed un cervello.Sforziamoci di fare scelte ogni giorno concrete nel comprendere i bisogni degli altri… siamo menti critiche che non si accontentano di risposte scontate… forse non porterà a nula ma almeno ci avremmo provato.

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