Ed oggi?

 La valigia con lo spago e subito, d’istinto, pensi alle immagini dei milioni di emigranti: Italiani, Irlandesi, Polacchi, Spagnoli, Portoghesi che, all’inizio dell’800 e ancora fino agli anni ’50 del secolo scorso, si spostarono da un continente all’altro, con le loro valige legate, tenute sulle spalle, in fuga dalla miseria. Donne, uomini, adolescenti spesso analfabeti che, con caparbietà, sacrifici, volontà sono stati mattoni reali che hanno contribuito alla costruzione della ricchezza dell’Occidente.  Masse.
 Milioni di individui oggi integrati, figlie e figli di quelle valige di cartone difficili da distinguere, ormai, da chi in quelle stesse terre era arrivato solo un secolo prima in fuga dalle miserie e dalle persecuzioni, quando non deportati con la forza.
Ed oggi?
Ed oggi ancora i tanti arrivi di immigrati nel mondo hanno le stesse regole? Gli stessi modi degli ultimi due secoli?
No! oggi si arriva senza valigia. Senza nulla. Milioni di ombre. I clandestini, scivolano lungo montagne e coste per raggiungere un sogno, che più spesso è risveglio in una miseria che è più della stessa miseria da cui sono fuggiti.
Ombre scivolano lungo le coste.
Ombre senza valigia perché nella barca non c’è spazio
Ombre senza valigia per meglio attraversare sentieri di monti e  precipizi. E se troppo pesanti, ombre lasciate affogare, rotolare nei burroni. Ombre che non devono lasciare tracce sui sentieri e rotte dei mercanti della carne.
Pagamento anticipato.
La valigia è la tua ombra.
Lo spago è attorno al tuo collo e ti stringe, ti stringe, ti mozza il fiato. Spago di criminali, ricattatori, strozzini senza pietà: quando non i soliti fanatici del terrore.
Tu devi pagare ed ubbidire. Tu devi diventare un ombra perché ti porti di là!
La valigia ? sei tu!
Ombre quando legalizzate solo in Italia hanno versato alle casse dello Stato 6miliardi di Euro, con cui sono state pagate pensioni a centinaia di migliaia di Italiani.

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This entry was written by Luca De Mata , posted on sabato aprile 25 2009at 10:04 pm , filed under 1^ puntata, clandestini, commercio degli emigranti and tagged , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

18 Responses to “Ed oggi?”

  1. certo questa domanda:” Ed oggi?” riguardo l’immigrazione suona come un colpo di frusta. Tutti ne parliamo, tutti ne discutiamo, i giornali sono pieni di questo argomento, in Italia e nel mondo, ma mi sembra che ancora nessuno abbia la ricetta.

  2. Ma quale ricetta e ricetta, qui non c’è lavoro per tutti ed ancora a parlare di ricette. Subito via chi non è in regola con la legge e tenere solo chi ha un lavoro ed alloggio regolari. Ma tutti questi clendestini non pagano le tasse, alcuni vendono anche oggetti che non sono legali, tolgono lavoro e noi li dobbiamo accogliere, ma pagassero i preti con tutti soldi che hanno se vogliono accoglierli. Non sono razzista, ma mio figlio laureato a più di trenta anni e non ha ancora un lavoro che gli garantisca un po’ di traquillità. Si vorrebbe sposare, ma senza casa da me deve venire’? che qui gia in tre stanze siamo in cinque? Ma come possono vivere 7 persone in 3 stanze.

  3. Le non è una persona qualunque è uno dei tanti che pensa di pensare, ma sta solo mettendo la testa sotto terra e non si accorgwe che il pianeta brucia! Fiamme vere! guerre, carestie, povertà che forse ha visssuto suo nonno se non era uno dei pochi privilegiati con un posto fisso. La mia mamma raconta sempre che nel 1979 quando si sposò per la prima volta usò un gabinetto vero! Andavano per prati e nelpitale quando faceva freddo o stavano male. Forse non lo ricorda o non lo vuole sapere. Anche noi Italiani siamo andati all’estero o abbiamo cambiato regione. Io insegno in scuola elementare ed ho bambini di famiglie non italiane. Insieme stanno benissimo ed anzi in quelle classi le cose andavano meglio. C’era una ricchezza di scambi e di valori prima inesistenti. Sulla legalità come darle torto, ma il resto…mi cascano le braccia.

  4. Si faccia cascare le braccia e sa quanto mi frega a me!

  5. Certo che tenere il livello un pò più alto non ci farebbe male! una volta che abbiamo l’occasione di discutere di problemi reali affrontati con senso di responsabilit, a quello che si legge, vedremo poi la trasmissione, cerchiamo di volare con il pensiero alto. Questo sembra un blog molto letto anche perchè molto spinto da più parti, allora cerchiamo di fare ragionamenti che servano. Braccia su e braccia giù non servono a nessuno e soprattutto non sevono a capire che stiamo vivendo un fenomeno immenso! La questione dell’immigrazione non è una questione piccola, basta guardarci intorno.

  6. Con il carcere di San Vittore che ospita il 70% di stranieri c’è davvero poco da guardarsi intorno.

  7. Vi pongo un problema: ma il nostro “Papi” Berlusconi, non è ridicolo quando sostiene che noi in Italia non vogliamo una società multietnica? Pensare di fermare delle tendenze sociali di dimensione globale come questa è ridicolo, come quelli che anni fa scendevano in piazza per fermare McDonald’s. Ci sono fenomeni più grandi di noi. Fermarli è impossibile. Vai a fermare l’espansione economica della Cina. Ti può non piacere, questo è legittimo, ma fermarle certe cose è impossibile. La società multietnica, che ci piaccia o no, caratterizzerà il nostro futura. Invece che opporvisi credendo di fermarla, sarebbe più intelligente capire come rafforzare la nostra società e come renderla più capace di accogliere (regolarmente) gli altri e come integrarli: ma con la FORZA della cultura. Capito “Papi”? Pensa meno alle feste delle 18enni e più a un’Italia ricca di cultura e spirito critico….lo so, è un’utopia, Papi ci vuole scemi e ubbidienti e…ci sta riuscendo!!!

  8. Non credo che la società multietnica caratterizzerà il nostro futuro, le società multietniche non esistono per fortuna. immagina che calderone potrebbe essere, si sono arresi persino gli inglesi, al massimo esisteranno degli stranieri ITALIANI che dopo 2 generazioni parleranno romanaccio e mangeranno la ribollita.

  9. io penso che per poter vivere in armonia, per quanto è possibile, semplicemente si dovrebbero far rispettare le leggi che ci sono o magari inasprirle o magari far eseguire le condanne, senza indulti e indultini vari, per far si che chi commette errori paghi per quello che ha fatto, altrimenti questo “buonismo” non fa altro che alimentare forme di razzismo

  10. Ognuno dice la sua, ma non posso, a chi si nasconde dietro il nome di Pastrocchio, che poi sia 88 o 100 non ha importanza, non rispondere. (Questo fatto che non presentiamo le nostre idee con i nostri nomi e cognomi è dei blog una regola che non mi piace). Comunque passiamo a cose più serie. Pastrocchio fa riferimento al buonismo ed al razzismo. Ma lei è così convinto che ci sia una connessione tra i due termini. Razzismo, tribalismo, clan, famiglia, etnia, cartello, sono tutte parole dello stesso significato di odio che è antico quanto la nostra storia. Il buonismo? una interpretazione per dire che verso certe punizioni, verso chi compie il male forse bisognerebbe essere un po’ meno rigidi. Non credo che indulti ed indultini come dice lei nascono da una cultura buonista, quanto più di necessità per mancanza di strutture di detenzione adeguate. Grazie e grazie a tutti voi che state intervenendo in modo così massiccio ed inaspettato.

  11. Sig. De Mata Prendo al palla al balzo dal suo ultimo post per ribadire come gli indulti e le sanatorie non siano un atto di buonismo. Un indulto o una sanatoria è la chiara ammissione dell’incapacità dei governanti di gestire situazioni di reati continuati e nascosti in un’ombra che a volte conviene oscurare ancora di più. E’ impensabile che i governi non riescano a fermare un flusso di disperati, semplicemente non c’è la volontà: un pò per far andare l’economia un por per distrarre le comunità da altri problemi.

  12. MARIA NATALE, on giugno 19th, 2009 at 22:11 Said:
    “……siamo tutti poveri…” rispose san francesco quando bussando per le porte non volevano dargli nulla da mangiare perchè molti lo conoscevano come figlio di un ricco possidente di Assisi. Francesco voleva soltanto spiegare con quelle parole che dietro ogni persona ricca che essa sia o povera , c’è una storia che noi non conosciamo. e che non sta a noi giudicare Noi non sappiamo se questa gente scappa perchè non c’è lavoro, perchè c’è un regime violento e se per caso ha appartenuto ai talebani magari è fuggito perchè non ce la fa più a sopportare quella vita. Dunque la speranza non va negata a nessuno accoglienza si ma con diritti e doveri di chi viene accolto . Mai usare la gente solo perchè è in difficoltà. Ho visto proprietare terrieri sfruttarli per un tozzo di pane senza metterli in regola. Ho visto disonestà anche in noi cattolici ….ma mai togliere la speranza di una nuova vita.

  13. I regimi violenti andrebbero rovesciati non aiutati prendendosi gli scarti che loro perseguitano e buttano fuori dal loro territorio.

  14. Caro, Said non so da dove mi scrivi, nè conosco la tua storia. Devo dirti però che sono molto sensibile alle vostre realtà, da casalinga naturalmente ho fattoe faccio ancora quello che mi è possibile per aiutare. Dovrei parlarti della mia vita e sarebbe lungo da scrivere; ti dico soltanto che sin da bambina mi hanno educata ad apprezzzare le diversità e il colore della pelle per me non ha alcun conto, la fede diversa neppure, amavo una signora testimone di geova, aveva una storia triste e tutti la emarginavano perchè era testimone di geova. Abbiamo dato la mensa a coloro che come te venivano da lontano, erano musulmani, ortodossi etc. Con la mia parrocchia abbiamo fatto tanto e quest’anno col M.A.S.C.I. movimento adulti scout cattolici italiani abbiamo percorso un itinerario nella fede ortodossa e l’anno prossimo sarà quella musulmana. Se hai scritto qui immagino avrai un computer Ti do il sito del
    http://www.masci.it dove se clicchi su POLI e vai alla Puglia vedrai parte del lavoro che abbiamo fatto e se ti scrivo ora è frutto di una mail che mi ha inviato un professore che ci ha tenuto alcune relazioni. Dunque tornando a ciò che hai scritto devo dirti che condivido ciò che hai detto, io l’avrei già fatto da molto tempo, ma purtroppo non si può la mia fede mi ha insegnato che è L’UOMO che deve liberarsi e voi che fuggite lo avete fatto il resto purtroppo ha bisogno di molti, che diano il proprio disappunto sulla situazione. Gli STATI possono solo essere vicini ma è molto delicacato intromettersi se il popolo non si ribella.
    Said di dove sei? Io ho 4 figli e non ho lavorato pur avendo studiato, ma sono informatissima su tutto, nei limiti naturalmente delle capacità del mio intelletto. Ora termino contenta che le mie parole abbiano avuto una risposta. Coraggio in Italia oltre agli sfruttatori c’è molta brava gente basta avvicinarsi anche alla nostra CHIESA che si apre l’accoglienza qualunque sia la fede. Un abbraccio
    Maria Natale

  15. Cara Maria per me hai colto nel segno. In Italia ci sono moltissime persone che io chiamo “DI CUORE” . Spesso lo straniero diventa il bersaglio privilegiato di disagi e tensioni che sono prodotti all’interno del nostro paese, ma che è molto più facile attribuire ad una causa perturbatrice esterna. In questo modo l’immigrato diventa l’espressione di tutte le situazioni di malessere sociale. Si deve smettere di guardare alle altre culture come a blocchi indifferenziati, cercando invece di ascoltare e capire le differenze interne, aiutandole a venir fuori. Credo che si debba evitare di cadere nella trappola del confronto tra le comunità e ascoltare invece preferenze e scelte individualizzate, portate avanti dalle persone e non dalle comunità.

  16. Pienamente daccordo con quanto hai scritto, il fattore straniero viene strumentalizzato, e spesso viene usato come scusa. Bisogna cominciare a guardare e a risolvere i problemi prima dai cittadini italiani. Avevo già letto dei dati sulla violenza contro le donne. La maggior parte è compiuta da maschi Italianissimi. Anche l’essere indisciplinati e non curanti delle leggi da parte delle nuove generazioni è preoccupante. Manca l’insegnamento, e più facimeltente reperibili per loro sono altamente negativi. Un saluto!

  17. Pienamente daccordo con quanto hai scritto, il fattore straniero viene strumentalizzato, e spesso viene usato come scusa.

  18. Belle parole ne possiamo scrivere tante… non costano nulla.
    Dagli interventi vedo che come nella realtà di ogni giorno anche qui si scopre la nostra ipocrisia, parola spesso usata e abusata che puo dire molto ma anche il contrario… è giusto riflettere, cercare di capire e magari riuscire a calarsi nel problema per poter trovare delle risposte condivisibili; ma per fare questo io credo che ognuno di noi debba spogliarsi del proprio vissuto e affronti la discussione libero da pregiudizi e possa guardare al problema immigrazione come ad un fatto che in un futuro prossimo porterà ad un cambiamento epocale per la nostra società. La storia racconta passaggi dolorosi per il genere umano… migrazioni di interi popoli a causa di guerre , siccità e quant’altro e la risposta è sempre stata la stessa: integrazione, magari dopo anni, decenni o secoli ma ineluttabilmente è sempre andata così… anche contro a sterminio o deportazioni di massa. Il mondo a continuato a girare e sarà così anche domani. Usciamo dagli stereotipi dati dai media o per partito preso oppure perchè puzzano… mentre noi invece siamo puliti… Gli altri siamo noi ..diceva una canzone… guardiamo gli altri come persone, fatte di carne con un cuore ed un cervello.Sforziamoci di fare scelte ogni giorno concrete nel comprendere i bisogni degli altri… siamo menti critiche che non si accontentano di risposte scontate… forse non porterà a nula ma almeno ci avremmo provato.

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