Ma se non posso mostrare il mio volto posso parlare.Non c’è più un sogno americano. A poco a poco tutto è caduto, ed è sempre peggio. Non posso dire al mondo chi sono io quando in realtà dovrebbero essere altri a dover coprire il loro volto.

Siamo negli Stati Uniti. Dove? Non ha importanza. Lei clandestina ha lavorato in questa nazione, come in qualunque altra nazione dove le strade sono tutte asfaltate e nelle case c’è acqua potabile, case con finestre, luce elettrica e tutte quelle cose che per una parte della popolazione di questo pianeta sono cose normali, anzi più che normali, ma lei ora vuole tornare nella sua nazione. Vorrebbe ma non lo fa perchè  dovrebbe rischiare la morte nel deserto o passare per un luogo di detenzione. Perchè? Perchè ha contribuito per anni con il suo lavoro che le strade fossero asfaltate, l’acqua scorresse potabile, una persona anziana non si sentisse abbandonata. Tutte colpe gravi perchè in tutti questi anni lei… era un’immigrata clandestina. Eppure lei ha solo mandato ogni mese dei soldi alla sua mamma, lavorando tanto, ed in più, ultima colpa facendo la volontaria in un piccolo ospedale cattolico che assiste i più emarginati. Le ombre. Gli immigrati clandestini. 

Extraterrestre Colombiana:” È una peccato che non possa dire chi sono perché devo proteggermi. Nè posso mostrare il mio volto perché questo significherebbe per me la prigione.Ma se non posso mostrare il mio volto posso parlare.Non c’è più un sogno americano. A poco a poco tutto è caduto, ed è sempre peggio. Non posso dire al mondo chi sono io quando in realtà dovrebbero essere altri a dover coprire il loro volto. Ho lavorato come volontaria, ho pagato le mie imposte e devo nascondere il mio viso come se fossi un extraterrestre. Io non sono un extraterrestre. Dio mi ha messo in questa terra. Sono stata volontaria nelle prigioni e ho visto le ingiustizie dell’immigrazione.  Ho visto come le madri sono state separate dai loro figli. Come sono state imbarcate con la forza su un aeroplano per deportale. Ho visto il commerciato degli emigranti. Sono stata in luoghi dove siamo entrati per mangiare e molta gente se ne è  andata via, semplicemente perché noi ispanici stavamo entrando in un luogo che è loro. Noi sappiamo che questo è il loro paese, che è qui dove essi vivono, ma siamo venuti con un sogno, un sogno che  ci negano.I tempi per i documenti sono sempre più lunghi. I costi sempre più alti e a volte durante l’attesa puoi essere deportato. Questa è crudeltà. In un paese cui Dio ha aiutato a prosperare, cui Dio ha dato tutto. Le persone hanno paura dell’immigrante. Chi dovrebbe realmente coprirsi il volto? noi o quelli che ci calpestano, quelli che non ci lasciano andare avanti semplicemente perché pensano che questo appartiene solo a loro, quando la Bibbia dice che tutta la terra è di Dio e in tutta la sua pienezza! “

Stiamo perdendo l’amore, la gioia, la conquista di capire chi è il nostro vicino. Stiamo vivendo la solitudine come normalità.

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This entry was written by Luca De Mata , posted on domenica maggio 10 2009at 04:05 pm , filed under 1^ puntata, commercio degli emigranti and tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

4 Responses to “Ma se non posso mostrare il mio volto posso parlare.Non c’è più un sogno americano. A poco a poco tutto è caduto, ed è sempre peggio. Non posso dire al mondo chi sono io quando in realtà dovrebbero essere altri a dover coprire il loro volto.”

  • Rio ha detto:

    non credo l’ora di vedere questo programma in tv. de mata è sempre contro corrente, nel senso che sa proporre contenuti che sèpesso l’opinione pubblica rigetta. e luiinvece è coraggioso. io guarderò tutte le puntate.

  • Giovanni ha detto:

    Continuare l’opera talvolta silenziosa ma coerente della denuncia dello sfruttasmento degli schiavi e del traffico di esseri umani!

  • dalle marche ha detto:

    Gentile Dott. De Mata grazie della sua testimonianza in Ancoa. Anche se eravamo pochi siamo stati onorati di averla con noi. Seguiremo l’iniziativa della trasmissione conm molta attenzione.

    Francesco

  • fed551 ha detto:

    E’ la prima vota che mi appassiono a leggere tutto un blog come un romanzo, vorrei lasciare un pio pensiero ovunque, anche io io mi unisco al grazie di Francesco di Ancona dove credo che lei sia andato.Non capisco se è di destra o di sinistra, comunque non mi frega niente, ma la curiosità rimane. Sono andato a cercare il suo nome su internet? Ma chè è un prete? Ho visto che lavora in vaticano, cosa fa dirige un’agenzia di stamapa? Comunque prete o non prete, di sinistra o di destra quello che leggo mi piace anche se su alcuni punti ho altre idee.

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