La valigia con lo spago e subito, d’istinto, pensi alle immagini dei milioni di emigranti: Italiani, Irlandesi, Polacchi, Spagnoli, Portoghesi che, all’inizio dell’800 e ancora fino agli anni ’50 del secolo scorso, si spostarono da un continente all’altro, con le loro valige legate, tenute sulle spalle, in fuga dalla miseria. Donne, uomini, adolescenti spesso analfabeti [...]
Potremmo scoprire che la badante con un regolare permesso di lavoro per il quale noi paghiamo tutto, probabilmente è una schiava silenziosa; che, di quello che le diamo, poco rimane per lei, umile insostituibile, onesta lavoratrice schiacciata da un debito con che non le darà pace finché vivrà.
Questo non è un film dell’orrore ma il racconto reale di una ragazza che in questa inchiesta ho incontrato al confine tra Stati uniti e Messico dove anche qui ascolteremo ed entreremo in luoghi da dove si è creato un flusso di 20milioni di clandestini, narcotraffico, e corruzione ma anche infinita coerente carità, amore per il prossimo, e per questa carità e per questo amore c’è chi mette in gioco le proprio vite.
Non si può accettare che tre donne siano violentate e costrette schiave a prostituirsi, non si può accettare che una bambina di 15 anni attraversi un deserto con la sola compagnia della morte, non si può accettare che popoli da un continente ricco come l’Africa arrivino nei paesi del nord per strade di mille ricatti, come non si può accettare che il traffico di esseri umani sia gestito per la maggior parte dalla criminalità e non dalle leggi che gli Stati si sono dati per la tutela e lo sviluppo armonico delle nostre comunità.
Lui, lui che viene dall’Africa, lui che è un uomo africano dice che ancora al giorno d’oggi non soltanto le ricchezze sono derubate all’Africa, ma la sua cultura, le sue radici culturali.
Lui che viene dall’Africa, dice che oramai gli africani non sanno più a chi credere, non sanno più chi sarà colui che metterà fine alle guerre che imperversano fin dai tempi della colonizzazione.
Chi non regge, crolla.
È su questo che giocano al ribasso i caporali del lavoro, per pagare sempre meno chi produce sulle nostre terre, i nostri prodotti.
Si può affermare che i nostri campi e le nostre imprese non hanno bisogno di braccia? Non si è spinto contro la cultura della natalità?
La povertà, gli immigrati, spezzano il sogno della vita. E cosa è la felicità se non la somma della felicità di tutti?
E chi siamo noi se non il più o il meno di chi è prima o dopo l’angolo? La povertà non è magra, ma grassa, nutrita dalla nostra indifferenza incapaci di comprendere la differenza tra carità ed elemosina.
Prostituzione, sfruttamento, l’immigrazione oltre a essere una drammatica realtà è anche la dimostrazione di un male diffuso che sta avvolgendo tutto il pianeta,
Mamme che hanno lasciato due, tre, cinque figli e partite per 5/7 anni. Ma possiamo condannare una persona per essere andata a lavorare in nero come badante? O le ragazze che sono state sfruttate sessualmente? Sono tutte vittime. Tutte persone costrette.”
” Qui da noi spesso ad attenderti hai incontrato trappole pensate degli ingegneri delle finanze criminali. Spacciatori all’ingrosso. Mercanti del sesso. Trafficanti di morte anche in nome di una religione che ha perso Dio e vive di terrore. ”
Invochiamo il diritto delle persone alla libertà, affermiamo che dobbiamo spezzare gli spaghi della disperazione, che le ombre tornino persone tra persone, ma tutto questo non è emigrazione, è transumanza di bestiame.
Se oggi lavoro per la prevenzione del traffico di esseri umani tutto nasce dalla mia storia personale. Insegnavo musica in una scuola materna. Suonavo anche in piccole orchestre. Un giorno, il direttore del nostro complesso ci propone la Iugoslavia. I Nightclub! La parola “nightclub” si usava raramente. Non faccio caso. Mi fidavo. Era lui ad organizzare. Nell’autobus solo ragazze giovanissime. Belle…
Un bambino, una donna, acquistati per un secondo o per un’ora è devastante. Loro ogni volta sono uccisi e fatti vivere solo per le parti che si vogliono far esistere. Voglie bieche e nascoste. Si annulla una creatura. Tutte queste storie che ho ascoltato sono ancora vita?
Preghiamo vivendo solo una minima parte di quello che succede a questa povera gente,spaventata tra pietre e spine del deserto!
Ogni passo non avrà la forza per tornare indietro. Solo: arrivare, o morire.
Aiutiamoli. La Benedizione del Signore a chi da un bicchiere d’acqua, cibo, cura le ferite ai migranti nel loro cammino.
Non abbiate paura di amare! di pregare il Signore!
Preghiamo! I cuori induriti vengano sciolti.
Preghiamo! Le persone capiscono la situazione, si rendano più umani, rispettosi della dignità umana, delle persone che sono in fuga dalla povertà in questi territori di serpenti velenosi, aridi di amore.