La violenza solitaria dell’alcool che uccide.

Diventi così onda di una fuga che non si ferma. Onda che va verso l’isola che non c’è. Vieni qui dove ti attendono altri predatori. Perché anche questa è l’isola che non c’è, anche se nessuno ti riconosce che le terre di quest’isola che non c’è le stai coltivando tu, e tu stai vicino ai nostri anziani

Bambini che vivevano in grotte!

Persone che hanno sofferto tantissimo, bambini che vivevano in grotte, in ex stalle nemmeno usate dagli animali più, donne che venivano, venivano sfruttate e che ancora oggi questo fenomeno si allarga sempre di più, della prostituzione. Uomini che vanno a lavorare e vengono sfruttati per poche lire, per pochi euro, oggi, al giorno.”

Più entrerò con questa mia inchiesta tra i popoli che vagano in cerca di speranza sulle terre dei ricchi, da un continente all’altro tanto più la parola amore puoi scordarla…

Più entrerò con questa mia inchiesta tra i popoli che vagano in cerca di speranza sulle terre dei ricchi, da un continente all’altro tanto più la parola amore puoi scordarla, solo fino a quando non troverai un Angelo che ha fatto della sua vita “una missione per il proprio prossimo”.

Sr. Maria De Dios – Superiora Casa Belmonte (Siervas de Hogar de la Madre) – Spagna

Sono anche ragazze venute dall’estero, soprattutto dall’America Latina

Mi manca molto il mio paese perché qui è freddo e il mio paese è caldo.

Vengo dall’Honduras mio padre aveva un cancro ed è morto. A mia madre rimasta sola è sembrata una cosa buona mandarmi qui. Mi manca molto il mio paese perché qui è freddo e il mio paese è caldo

Ma se non posso mostrare il mio volto posso parlare.Non c’è più un sogno americano. A poco a poco tutto è caduto, ed è sempre peggio. Non posso dire al mondo chi sono io quando in realtà dovrebbero essere altri a dover coprire il loro volto.

Lei ora vuole tornare nella sua nazione. Vorrebbe ma non lo fa perchè dovrebbe rischiare la morte nel deserto o passare per un luogo di detenzione. Perchè? Perchè ha contribuito per anni con il suo lavoro che le strade fossero asfaltate, l’acqua scorresse potabile, una persona anziana non si sentisse abbandonata. Tutte colpe gravi perchè in tutti questi anni per lei…un’immigrata clandestina.

Amo Napoli.

Il giorno dopo questo campo sarà attaccato e bruciato. Probabilmente i furti nella zona erano aumentati. Ma ci sono zone dove si deve vivere tranquilli e così chi deve fare affari è meno disturbato.

Giovanissima, disperata, con il volto nascosto, sussurra:” Io..non voglio fare questo lavoro, ma.. sono..costretta.”

Giovanissima, disperata, con il volto nascosto, sussurra:” Io..non voglio fare questo lavoro, ma.. sono..costretta.”

Furti, sfruttamento, schiavitù, violenza, ma che poi nella loro cruda realtà giustificano le nostre paure le nostre diffidenze?

Se non hai da mangiare per i bambini, che cosa puoi fare? Ti prendi la famiglia e vai finché non trovi un posto dove puoi dargli da mangiare. Tu che faresti?

Perchè cosa è la civiltà se non il diritto al libero confronto dei nostri pensieri? (fine prima parte)

Il futuro? far convivere culture diverse, tradizioni diverse. Ed allora? le nostre radici le nostre tradizioni?

Chi è un immigrato oggi? – seconda parte –

Chi è un immigrato oggi?…E noi? Spettatori o protagonisti? Vittime? sprovveduti manipolati di idee di altri o coerenti con le nostre idee di civiltà e progresso? Ma oggi tutto questo verso gli immigrati cosa significa?

Chi è che razzia nei villaggi della povertà profonda per mettere all’asta le carni predate.

Potremmo scoprire che la badante con un regolare permesso di lavoro per il quale noi paghiamo tutto, probabilmente è una schiava silenziosa; che, di quello che le diamo, poco rimane per lei, umile insostituibile, onesta lavoratrice schiacciata da un debito con che non le darà pace finché vivrà.

Ero insieme ad altre due ragazze. Eravamo chiuse in un container. Tutto avveniva lì, non avevamo cibo. L’aria irrespirabile. Il caldo ti strozzava la gola. Arrivammo in un porto dell’Europa settentrionale.

Non mi sentivo più ne braccia ne gambe. Fame, freddo, sete. Ma poi alla fine arrivammo.

“Qua siamo in Italia e si fa come dico io o come diciamo noi. Io credo che tutti quanti oggi dobbiamo rivedere tutto e, perché no, come mi piace dire spesso, questo è una storia che dobbiamo scrivere, è una pagina della storia dove nessuno può di dire: “Scrivo io la prima riga e tu la seconda”.

vivere tutti in armonia in questa terra che ci è stato regalato gratis. Credo che facendo così può, ci può essere quasi un incontro, questo famosissimo incontro, che credo che è caro a tutti quanti. Perché io credo che la terra veramente è di tutti quanti e non devono essere limiti alla mobilitazione. Questo è la situazione.

Esploreremo luoghi dove nessuno fino ad ora era voluto o potuto entrare fino al fondo del suo profondo più buio per capire di più le ragioni di questo nostro viaggio nell’immigrazione.

Ripartiremo dalla testimonianza della ragazza rom sotto protezione di cui nella puntata precedente avevamo dato un’anticipazione e che ha avuto il coraggio di denunciare anche il padre che la costringeva a rubare. Da qui entreremo in un percorso che attraverso tutta l’Europa cercherà di aiutarci a comprendere questo popolo di eterni migranti che evoca paure antiche, scordandoci che in Italia come nel mondo le varie mafie stritolano e ricattano le economie degli onesti e di tutte le persone di buona volontà. Questo non giustifica nessun comportamento asociale o criminale sia esso espressione di violenza, soprusi ed omicidi nella storia di oggi, di qualunque popolo, di ogni civiltà.